Continuano le ricerche mentre il numero dei dispersi scende a diciannove con l’identificazione di tre vittime, i morti accertati finora sono sedici di cui tre ancora senza identità. Questo il bilancio di quel maledetto venerdì 13 gennaio quando ”inchinandosi” la Costa Concordia, con a bordo 4200 persone, si schianta contro gli scogli. A differenza degli altri giorni i Palombari della Marina non hanno aperto nuovi varchi sulla nave ma partecipano assieme ai sommozzatori, ai vigili del fuoco, Capitanerie di porto e guardia di finanza alle attività di ricerche.
”E’ un miracolo trovare ancora persone vive ma continueremo le ricerche fino a che tutte le parti della nave saranno ispezionate”, ha dichiarato Franco Gabrielli commissario per l’emergenza. Ma le ricerche si fanno sempre più difficili, la USL di Grosseto ha effettuato delle analisi a bordo dello scafo e ha fatto sapere che ci sono dei rischi per i sommozzatori in due punti, proprio laddove erano state interrotte la volta scorsa.

