300 mila euro a puntata per un massimo cumulabile di 750.000 euro per la presenza di Adriano Celentano al Festival di Sanremo. Questo, secondo voci che circolano in questi giorni, sembra essere il compenso che il Molleggiato riceverà dalla Rai per la sua partecipazione alla 62esima edizione del Festival.
Sono in molti a chiedersi se in tempo di crisi per il nostro Paese sia giusto riservare un trattamento economico così ingente ad un artista anche se rappresenta un pezzo della storia della musica italiana. A farsi avanti e a dire la sua è Carlo Fatuzzo, segretario nazionale del Partito Pensionati, commentando la notizia dell’accordo economico, che sarebbe in via di perfezionamento, tra la Rai e Celentano.
”In un momento in cui gli italiani vivono una situazione di estrema difficoltà, soprattutto pensionati e lavoratori, appare quantomeno fuori luogo lo stratosferico compenso che sarebbe previsto per la partecipazione di Celentano al Festival di Sanremo, trecentomila euro al giorno con un tetto massimo di settecentocinquantamila euro, quello che tanti pensionati non riceverebbero in tre vite. E’ veramente assurdo”.
”Non è in discussione la bravura professionale di Adriano Celentano – aggiunge Fatuzzo – che, indubbiamente, è un grande artista, ma l’inopportunità di un compenso così elevato che suona come uno schiaffo alla miseria. Questa vicenda dimostra – conclude Fatuzzo – che il canone Rai, imposto agli italiani dovrebbe essere cancellato, proprio per rendere la Rai piu’ parsimoniosa”.
A condividere la tesi di Fatuzzo sono anche gli utenti di Facebook che hanno aperto alcuni gruppi contro la presenza del Molleggiato a Sanremo.
”In questi tempi di crisi offrire ad un personaggio televisivo un cachet stellare di 750 mila euro (massimo!) per pochi minuti di trasmissione è pari ad uno schiaffo a tutti quelli senza un lavoro, in cassa integrazione, in situazioni di difficoltà economica e con figli e famiglie a carico.
Il compenso andrà in beneficenza? Sì. forse, no..non lo sapremo mai perchè quando Sanremo finirà il carrozzone, le piume e i lustrini spariranno e nessuno si ricorderà più nè di Celentano nè del suo compenso…”
”In un periodo economicamente difficile come quello attuale in cui si chiedono sacrifici alle persone più deboli non è socialmente ed eticamente accettabile che un artista plurimilionario riceva 750.000 euro di compenso dalla tv di stato per un paio di ospitate a Sanremo”.

