Giunta della Camera: sì all’arresto di Nicola Cosentino

L'ex sottosegretario del Pdl è accusato di collusioni con la camorra. Nel voto, decisiva la posizione della Lega. Giovedì è previsto il voto definitivo alla Camera

Inserita da il 11 gennaio 2012

Richiesta d'arresto per CosentinoUndici a dieci: la Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera dei Deputati ha approvato la richiesta di arresto della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli per il deputato del Pdl Nicola Cosentino, accusato di essere il referente politico nazionale del clan dei Casalesi. Risultato previsto, perchè la Lega, che nel settembre del 2010 era stata decisiva per negare l’uso delle intercettazioni contro lo stesso Cosentino (all’epoca da poco dimessosi da sottosegretario all’economia del governo Berlusconi, ndr), aveva già annunciato il suo voto favorevole all’arresto, che si è aggiunto a quello di Pd, Idv e Terzo Polo. Sul fronte del no, solo il Pdl e il radicale Turco. A spiegare il cambio di linea del Carroccio,votato all’unanimità dalla segreteria del partito, era stato Roberto Maroni: “Su Cosentino non c’è fumus persecutionisaveva dichiarato l’ex ministro dell’Interno – La Lega non è più alleata del Pdl e non deve più ingoiare rospi“.

La richiesta di arresto per Cosentino è maturata nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Napoli “Il principe e la scheda ballerina” su collusioni tra politica e camorra: l’accusa per lui è di falso, riciclaggio, corruzione e altri reati, con l’aggravante di aver favorito la camorra. I fatti contestati risalgono all’epoca in cui Cosentino era sottosegretario all’economia: Nick o’ mericano avrebbe esercitato pressioni su funzionari di una filiale Unicredit affinchè sbloccassero un finanziamento da 5 milioni di euro chiesto da imprenditori vicini al clan dei Casalesi. I soldi sarebbero serviti per avviare la costruzione del “Principe“, da cui prende il nome l’inchiesta, un centro commerciale mai nato, ma utile per promettere posti di lavoro ed ottenere in cambio un immediato consenso elettorale. Il prestito è stato poi bloccato perchè la documentazione risultava falsa. La scheda ballerina si riferisce alle amministrative tra il 2007 e il 2010 nel comune casertano di Casal di Principe, dove il clan tramutava i favori ricevuti in voti elettorali.

Tocca ora alla Camera dei Deputati pronunciarsi definitivamente sulla richiesta della Dda di Napoli: il voto è atteso per giovedì e, almeno sulla carta, c’è una maggioranza schiacciante a favore dell’arresto di Cosentino. Non è ancora certa la modalità del voto: il Pdl lo vorrebbe segreto, confidando in un ribaltamento della pronuncia della Commissione, il Pd invece chiede il voto palese, per una ”questione di trasparenza davanti agli italiani”.