La mostra presenta gli assoluti capolavori della pittura francese fra la fine dell’ottocento e l’inizio del novecento. Tutti i dipinti esposti sono appartenuti a due celebri collezionisti russi Sergej Sčukin e Ivan Morozov, i quali, acquistando direttamente nelle più importanti gallerie della capitale francese, crearono collezioni assolutamente inedite.
Essi furono grandi mercanti e viaggiatori, oltre che amici personali di molti artisti. Acquistarono quadri che non interessavano né i collezionisti né i musei, lasciandosi guidare unicamente dal loro gusto. Arrivarono perfino a commissionare quadri: Matisse divenne l’artista più “ščukiniano” di tutti, ne sono un emblema i famosissimi pesci dipinti nel 1911, proprio in seguito ad un soggiorno a Mosca.
I successi più straordinari del collezionismo dei due mercanti sono legati ad alcuni quadri in particolare: in mostra lo splendido Boulevard des Capucinnes di Monet, che segnò la svolta nel 1907 per Ivan Morozov che d’ora in poi avrebbe agito tanto in grande da superare talvolta lo stesso Ščukin. Ivan Morozov spendeva negli acquisti di dipinti francesi da 200 a 300 mila franchi all’anno, che equivalgono ai nostri 750 mila euro/un milione e 125 mila euro, e in quindici anni riuscì a raccogliere oltre duecento opere attraverso le quali è possibile leggere l’evoluzione della pittura francese moderna.
E poi ancora, i tre Cézanne Pierrot e Arlecchino, Acquedotto, acquistati nel 1904 da Ščukin – il primo in Russia ad avere un Cézanne – e il Ponte sulla Marna a Creteil scelto da Morozov nella Galleria Vollard nel 1911. E Ehaiha Ohipa, altro capolavoro della sensuale ed esotica pittura del periodo tahitiano di Gauguin acquistato da Morozov nel 1907, e la Vistadel ponte Sèvres del Doganiere Rousseau mai finora esposto in Italia.
L’esposizione milanese celebra lo straordinario incontro di due celebri musei: la Pinacoteca di Brera e il Puskin di Mosca, proprio nell’anno dedicato al connubio tra la cultura russa e italiana.
La rassegna chiuderà i battenti domenica 5 febbraio 2012.

