Doveva essere l’ultimo giorno di protesta, ieri, ma sono in molti a manifestare la propria volontà di estendere la manifestazione per altri giorni, in altre parti d’Italia.
Si ribadiscono le questioni che hanno scatenato la “rivolta”, come l’aumento spropositato del costo del carburante: “Conviene stare a casa – dicono gli imprenditori agricoli – piuttosto che andare a lavorare e rimetterci.”
Anche gli studenti delle scuole superiori si sono uniti alla rivolta bruciando pubblicamente la bandiera italiana. Di fronte alle polemiche degli indignati, precisano: “è simbolo dello Stato, che con le sue manovre finanziarie fatte di lacrime e sangue, con aumenti esponenziali delle tasse e del caro vita, sta riducendo in miseria la popolazione, arricchendo soprattutto la casta politica”.

