Tragedia al Giglio, nave Costa Concordia come Titanic. Tre morti

Identificate le vittime: si tratta di due turisti francesi e un peruviano membro dell'equipaggio. Legambiente scongiura tragedia ambientale

Il “Titanic italiano” così è stato definito da molti passeggeri l’incidente che questa notte si è verificato a largo dell’isola di Giglio. La nave da Crociera Costa Concordia si è inabissata dopo essere urtata contro uno scoglio. Durante la tragedia hanno perso la vita tre persone, due turisti francesi e un peruviano membro dell’equipaggio. I corpi si trovano all’obitorio di Orbetello e la Procura ha disposto l’autopsia. Secondo i primi esami medici sarebbero annegati. Al momento sono una ventina di persone che mancano all’appello tra i 4.229 che erano a bordo e 14 i feriti.

Non è la prima volta che la nave rimane coinvolta in un incidente. La Concordia della Costa Crociere, è stata protagonista quattro anni fa di un incidente nel porto di Palermo. Era il 22 novembre del 2008, quando la nave mentre entrava in porto fu travolta da onde provocate dal maltempo che si era abbattuto sulla città. Durante le manovre, un urto provocò una ampio squarcio tra la prua e la fiancata destra dell’imbarcazione. Non ci furono conseguenze per i passeggeri e l’equipaggio.

Legambiente chiede che “siano messe in opera le operazioni di svuotamento dei grandi serbatoi del carburante” della Costa Concordia “per scongiurare anche la tragedia ambientale”. Il naufragio all’Isola del Giglio, si afferma in una nota, “solleva nuovamente seri interrogativi sul traffico delle grandi navi, passeggeri e commerciali, nel Santuario dei mammiferi Marini Pelagos e nel mare protetto dell’Arcipelago Toscano”.

Secondo l’associazione è necessario “allontanare le rotte delle grandi navi e di quelle con carichi pericolosi dalle isole dell’Arcipelago Toscano e soprattutto dai tratti di mare più a rischio o vicino alle aree protette”.

Inserita da il 14 gennaio 2012