Agitazioni e proteste sono ormai all’ordine del giorno. Da un lato c’è il governo Monti che cerca di far fronte alla crisi con provvedimenti sempre più difficili da accettare, e che richiedono ulteriori sacrifici agli italiani, dall’altro c’è una categoria, quella dei Trasporti, con i conti sempre più in rossi, e il sogno di un nuovo contratto che insegue da tempo. E allora ecco le categorie nuovamente in piazza a gridare i propri diritti. E’ stato proclamato per il 1° Marzo uno stop dal lavoro di 4 ore da Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti con una lettera al premier, ai ministri del Lavoro e dei Trasporti ed alla Commissione di Garanzia sullo sciopero “per la grave condizione dei trasporti nel Paese, ulteriormente aggravata dalle decisioni del Governo”.
L’astensione dal lavoro degli addetti ai settori comporterà disagi a coloro che hanno necessità a spostarsi coi mezzi pubblici. La mobilitazione e lo sciopero, spiegano le tre organizzazioni sindacali di categoria in una nota, riguarderà tutte le attività del comparto, dal trasporto pubblico locale a quello ferroviario, dal trasporto aereo a quello marittimo e portuale. Stop anche all’autotrasporto, alla viabilità su strade e autostrade, alla navigazione sui laghi, all’autonoleggio, al soccorso stradale ed alle funivie.
“E’ indispensabile – chiedono i sindacati – una politica dei trasporti adeguata alle esigenze di sviluppo e soprattutto che siano corretti interventi sbagliati che aggravano i problemi per i cittadini, per la aziende e per i lavoratori”.

