Antonio De Curtis in arte Totò nasceva il 15 febbraio 1898, al numero 109 di via Santa Maria Antesaecula nel rione Sanità a Napoli, da una donna di umili origini Anna Clemente e da un marchese Giuseppe De Curtis. La loro unione non era ben vista dal padre di lui, il marchese De Curtis, che si era sempre opposto al matrimonio tra il nobile figliolo e la bella popolana.
Totò cresce nei vicoli di Napoli, che preferisce di gran lunga alla scuola e neppure il suo soggiorno in collegio riesce a frenare la sua irrequietezza. È qui che un insegnante, boxando scherzosamente con lui gli rovina il setto nasale, deviandoglielo. Esuberante fin da piccolo, mostrò subito una grande passione per il teatro, recitando con successo nei teatrini periferici dove ebbe modo di conoscere i fratelli De Filippo. Su questi palcoscenici, spesso improvvisati, con orchestre di second’ordine Totò imparò l’arte dei guitti, ossia di quegli attori – napoletani e non – che recitavano senza una sceneggiatura ben impostata. alla quale Totò.
La sua conformazione particolare del naso e del mento, i suoi movimenti del corpo in libertà totale, da burattino snodabile, e una comicità surreale e irriverente, pronta tanto a sbeffeggiare i potenti quanto a esaltare i bisogni umani primari: la fame, la sessualità , la salute mentale hanno fatto di lui uno dei più grandi attori comici italiani.
Il sipario calò sulla sua vita il 15 aprile 1967, verso le tre e mezzo del mattino nella sua casa di Roma. Forse le sigarette o i suoi molti caffè quotidiani hanno reso malato quel cuore croce e delizia di Totò.
La sua salma accolta a Napoli da una marea di folla il 17 aprile fu sepolta nella cappella De Curtis al Pianto, il cimitero sulle alture della città .

