Frutta e verdura sono alimenti che non possono mancare sulle tavole degli italiani, ma a causa del maltempo continua il rialzo dei prezzi. Dal 23 gennaio sono aumentati del 15%. Al di là dei prezzi medi, ci sono rialzi che in alcuni negozi toccano il 200%, in particolare per le zucchine e l’insalata. A denunciarlo sono i consumatori. Per questo Casper – Comitato contro le speculazioni e per il risparmio (Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori) lancia lo “sciopero della verdura” e chiede alle massaie di non acquistare frutta e verdura se i prezzi varcano la soglia fatidica dei 3 euro al chilo, un tetto che, salvo alcune rarissime eccezioni, come ad esempio: l’aglio, dimostra che è necessario e doveroso rinviare l’acquisto a tempi migliori o perchè è in corso una speculazione o perchè si tratta di prodotti decisamente fuori stagione.
”Ovviamente anche se i prezzi sono sotto i 3 euro - spiegano i consumatori – non vuol dire certo che siano giusti o convenienti. E’ opportuno, quindi, che i consumatori visitino il sito www.smsconsumatori.it, in modo da poter verificare la congruità del prezzo rispetto a quello medio praticato al nord, sud e centro Italia”. Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori invitano infine il Governo ad inserire un emendamento nel dl Cresci Italia, attualmente in discussione al Senato, prevedendo l’obbligo per i commercianti, a cominciare dai fruttivendoli, di indicare sia il prezzo al dettaglio che all’ingrosso, ossia non solo il tradizionale prezzo di vendita ma anche il prezzo pagato dal commerciante al grossista.

