A dare il suo appoggio alla mobilitazione dei cittadini contro il coprifuoco imposto sul quartiere napoletano di Scampia dalla camorra è il Cardinale Crescenzio Sepe. “Lì i sacerdoti sono impegnati in prima linea, lì sinora erano solo i sacerdoti a contrastare questa camorra, e la chiesa è impegnata in prima linea anche per chiamare, riunire quanto di buono e positivo c’è per eliminare il cancro”. OccupyScampia, partito quasi per caso su twitter e poi cresciuto a dismisura anche sugli altri social network è un modo per occupare pacificamente il quartiere e dire no alla camorra.
Ma perchè il coprifuoco? Perchè a Scampia si spara ancora e per evitare che qualche innocente possa restare ucciso la camorra consiglia vivamente i restare in casa dopo una certa ora. Ma i cittadini non ci stanno, vogliono riappropiarsi del loro quartiere scendendo in piazza e facendo ascoltare la loro voce. A lanciare l’idea è stata Pina Picierno, deputato Pd: «È stata una reazione istintiva e arrabbiata a quanto leggevo nelle cronache su Scampia. Avevo davanti a me twitter, e ho scritto come sempre mi capita di fare», spiega la Picierno.
All’università Suor Orsola Benincasa di Napoli, in occasione del premio “Città di pace”, il cardinale ha parlato della camorra come di un cancro maligno che va sconfitto, trovando degli anticorpi. “Come si sconfigge il male? Con il bene, per esempio sottraendo i giovani dall’accaparramento di questo malessere in cui si trovano. Quando il giovane non ha prospettive positive si butta nelle braccia del malessere”. Dare un futuro, possibilità e opportunità ai giovani, è convinto Sepe, significa togliere le forze da sotto i piedi alla camorra.

