On line redditi dei ministri

Sito del governo in tilt per boom di accessi

Inserita da il 21 febbraio 2012

E’ arrivata l’ora “x” .Come già annunciato dal premier Mario Monti, sono online le dichiarazioni dei redditi dei ministri e dei sottosegretari. “Il Consiglio dei ministri ha stabilito che le dichiarazioni patrimoniali per i componenti del Governo saranno disponibili dal prossimo martedì sui siti istituzionali”. Con queste poche righe all’interno del comunicato stampa finale al termine del Consiglio dei ministri del 14 febbraio ministri, viceministri e sottosegretari dichiaravano di mettere a disposizione degli elettori (pubblicandoli online) i propri redditi, eventuali incarichi o rapporti di lavoro dipendente, beni mobili, immobili oltre a eventuali attività finanziarie. In pratica dalla busta paga, al numero di case e auto. E così è stato. Inevitabile il boom di accessi sul sito del governo che ha mandato in tilt il sistema.

Ecco alcuni dei redditi pubblicati on line.

Il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera ha dichiarato nel 2011 un reddito complessivo per il 2010 di 3.529.602 euro. Da ministro, il compenso scenderà a 220mila euro circa. Nel patrimonio figurano, tra l’altro, depositi per 8,8 milioni sostanzialmente derivanti dalla vendita delle azioni Intesa, azioni, obbligazioni, una casa a Parigi e una Mercedes.

Il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri ha dichiarato un compenso annuo lordo pari a 183.084,35 euro. Tra i beni immobili, figurano due appartamenti di proprietà a Milano e l’abitazione principale a Roma. Il ministro ha inoltre dichiarato la proprietà di tre box, due a Milano e uno a Roma. Un fabbricato (negozio) in comproprietà (al 50%), un magazzino (2,5%) sempre a Milano e un fabbricato (appartamento) in comproprietà (50%) a Palazzolo Acreide (Sr) e fabbricati in comproprietà (20%) per attività agricola.

Il ministro degli Esteri Giulio Terzi di Sant’Agata nel 2012 riceverà per il suo incarico 203 mila euro lordi. Nel 2010 percepiva 123 mila euro di stipendio, più 214 mila di indennità da ambasciatore negli Usa. Con la nomina alla Farnesina ‘perde’ dunque virtualmente oltre 100 mila euro.

Il ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola, ha dichiarato di percepire un compenso annuo lordo di 199,778,25 euro a decorrere dal 16 novembre 2011. Per quell’anno, l’attuale titolare di Palazzo Baracchini ha percepito inoltre 25.179,17 euro lordi come ministro, oltre a 314.522,64 euro di pensione provvisoria e 29.441,44 euro per servizio all’estero. Non sono in essere rapporti di lavoratore dipendente, si legge nella scheda, in cui si dichiara una casa di proprietà di 130 metri quadri a Livorno (titolarità del 50%). Il ministro ama le macchine tedesche: è in possesso di due autovetture, una Mercedes Classe B e una Wolkswagen Polo.
Di Paola ha dichiarato di avere quote azionarie in Enel (398), Finmeccanica (68) e Deutsche Telekom (14), quote nel fondi di investimento ‘Pioneeer Paesi Emergenti’ e ‘Pioneer SSF Euro’ ed è in possesso di Bot/Btp per un valore di 150.000 euro. Il ministro ha anche stipulato una polizza assicurativa Generali ed ha obbligazioni per 655.000 euro.

Il reddito 2010 (dichiarazione 2011) del ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Mario Catania, ammonta a 213.700 euro, interamente ascrivibili alla retribuzione da lavoro dipendente presso il dicastero. E’ quanto rileva la pubblicazione della dichiarazione dei redditi pubblicata online. La retribuzione annua lorda del 2011, precedente alla nomina quale ministro, è pari a 280.600 euro. Per effetto della nomina la retribuzione annua lorda è scesa a 211.047,46 euro.

Il ministro dell’istruzione Francesco Profumo nel 2012 riceverà per il suo incarico 199 mila euro lordi. E’ in aspettativa non retribuita da professore al Politecnico di Torino. E nel 2010 dichiarava un reddito lordo di 227 mila euro. Profumo possiede 7 tra proprietà e comproprietà di immobili ad Albissola Mare (Sv), Savona e Torino e un appartamento al 50% a Salina (Me). Auto: una Lancia Lybra del 2001. E inoltre azioni di Intesa, Monte dei Paschi, De Longhi, Enel, Telecom Italia, Unicredit e Finmeccanica.