“Chiuso per camorra”. Davide Imberbe, imprenditore napoletano, dopo l’ennesimo atto intimidatorio nei confronti delle sue attività commerciali di San Giorgio a Cremano, a Napoli, ha deciso di abbassare le saracinesche del supermarket Imes-Sisa: “E’ colpa della camorra, 7 mesi fa hanno sparato nella mia auto, ora ci hanno incendiato il magazzino”.
Dopo il caso del ristorante “Ciro a mare” nella zona del Granatello, a Portici (Na), distrutto dalla camorra qualche anno fa, un altro imprenditore antiracket, dunque, si è arreso. Imberbe ha dichiarato di non aver più voglia di combattere contro la Camorra e racconta la sua travagliata vicenda. “Mi sono rifiutato negli anni addietro, ma tutto questo non è servito a niente, ho chiuso comunque”.
Tanti anni di lotta, una vita sotto scorta per aver testimoniato a processi contro i clan, ora Davide Imberbe ha perso ogni speranza nel futuro: “Speranze zero, perchè le persone non hanno fiducia nelle istituzioni”. Nonostante questo lancia un appello allo Stato. “Che intervengano per farci lavorare in serenità”. La chiusura del supermercato ha portato al licenziamento di 130 dipendenti che ora chiedono aiuto allo Stato.

