Attenti a Lucio

Il grande Dalla se n’è andato. Rimangono i suoi testi ricchi di poesia

E’ triste pensare di celebrare il proprio genetliaco al suono di un Requiem, chiuso in una bara, circondata da coloro i quali, in vita, ti sono stati amici, fratelli, amanti.
Eppure così è accaduto per Lucio Dalla, un pezzo di musica italiana, che è morto per un infarto il 1° marzo a Montreux. Il quattro marzo, giorno della sua nascita, nella basilica di San Petronio a Bologna, si sono svolti i suoi funerali, alla presenza di migliaia di persone, accorse a rendergli l’ultimo saluto.
Compaesani, amici, fan, tutti lì assiepati, dentro e fuori la chiesa, per dirgli addio. Dalla amava sperimentare, seguire le mode che cambiavano, provare a cimentarsi in generi diversi, spesso con successo.
La sua curiosità gli permetteva di sentirsi vivo e trasmetteva questo suo entusiasmo a chi aveva intorno. Sono state tante le canzoni da lui composte e portate alla ribalta, da “Come è profondo il mare”, a “Piazza Grande”, a “4/3/43”.
Tutte con testi vibranti di nostalgia, amore, emozioni. Io ho molto amato “Caruso”, che egli aveva scritto dopo aver conosciuto la storia del grande tenore durante una visita in un albergo di Capri dove in passato egli aveva soggiornato prima di morire.
E’ stato generoso Lucio. Questo il termine che più spesso ho sentito adoperare dai suoi colleghi in tv nelle interviste. Pare fosse molto disponibile verso i veri talenti. Si prestava nel fornire la propria esperienza, mettendola al servizio dei giovani che riteneva dotati. Persone come Samuele Bersani e Luca Carboni sono diventati cantautori grazie a lui. Con Francesco De Gregori, affrontò due tour, l’ultimo qualche anno fa, sempre con ottimi risultati di pubblico. Non ha mai fatto il divo. Era però un “personaggio”. Con le sue bizzarrìe, i suoi occhialini, il suo berretto. Amava il mare e amava la gente. Era piccolo di statura, ma con una grande personalità. Molto religioso e sensibile, aveva a cuore gli altri ed i loro bisogni.
Se n’è andato velocemente, senza addii. Solo dopo la sua morte, è stata messa in rilievo la sua omosessualità. C’è chi lo ha criticato per averla nascosta senza parlarne; altri persino hanno ritenuto offensivo che durante la messa, l’officiante abbia rivolto una parola di conforto al compagno Marco. I gusti sessuali e le scelte che un individuo adotta nella propria vita, non dovrebbero offuscarne i meriti. Dalla era un artista a tutto tondo, una brava persona senza grilli per la testa e senza arie. Questo è quello che conta veramente, al di là di tutto il resto.
L’altra sera da Daria Bignardi, nel programma “Le Invasioni Barbariche”, ho seguito un’intervista fatta a Don Gallo, un sacerdote che si occupa di ragazzi di strada, derelitti, drogati, un uomo che si è dedicato al prossimo, senza rimanere soggiogato dagli stereotipi ecclesiali e che anzi critica determinati atteggiamenti dei preti tanto da aver l’etichetta di cane sciolto. Ebbene lui affermava che le persone sono amore e generano amore e che non bisogna rapportarsi agli altri con preconcetti o prevenzioni.
La libertà sta nell’amare senza coercizioni.

 

 

Inserita da il 16 marzo 2012