Genitori costringono figlia a sposare il suo stupratore. Lei si uccide

La vittima, una giovane marocchina di 16 anni, era stata costretta dalla famiglia a sposare l'uomo che l'aveva violentata

Marocco. Aveva solo 14 anni Amina, una giovane marocchina, quando violentata da un uomo più grande di lei di 10 anni, fu costretta dalla famiglia a sposarlo per evitare l’imbarazzo sociale. Secondo il Codice Civile marocchino uno stupratore non può essere punito se si sposa con la sua vittima, e per una donna è segno di impurità aver perso la verginità prima del matrimonio.

Da allora erano trascorsi due anni e per tutto questo tempo Amina è stata costretta a vivere nella casa col suo stupratore e coi suoi suoceri; sottoposta a violenze e insulti si è suicidata ingerendo veleno per topi. Suo marito non ha dimostrato pietà neanche negli ultimi istanti di vita della moglie che anzichè accompagnarla subito in ospedale, l’ha portata dai genitori nel timore che questi potessero accusarlo di omicidio.

Sua madre ora si rammarica non aver denunciato lo stupratore, ma adesso è troppo tardi. Amina è una delle tante donne vittime di una società, quella marocchina, che dà importanza alle convenzioni sociali piuttosto che difendere i più deboli dalla violenza dei più forti.

Inserita da il 15 marzo 2012