India, marò in carcere

Il Governo italiano esprime "vivissima preoccupazione" per le decisioni dei giudici indiani in merito ai due militari

Inserita da il 5 marzo 2012

“Inaccettabili” le misure adottate nei loro confronti. Così si esprime il Governo Italiano riguardo la decisione di trasferire nel carcere centrale di Trivandrum, capoluogo del Kerala i due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, implicati in un incidente in mare il 15 febbraio in cui sono morti due pescatori indiani.
Il provvedimento adottato dal giudice accoglie fra l’altro le richieste di una petizione che il console generale ha presentato oggi a nome del governo italiano in cui si sottolineava la necessità di un trattamento speciale per i marò per motivi di status e di sicurezza personale. Disponendo la custodia giudiziaria che sarà per un periodo massimo di tre mesi, dopodiché sarà possibile chiedere la libertà provvisoria dietro cauzione, il magistrato ha lasciato alla discrezione della polizia e della Direzione generale delle prigioni la possibilità di valutare se ai due debba essere concesso un trattamento diverso da quello possibile nel carcere di Trivandrum.

Su indicazione del Ministro degli Esteri, Giulio Terzi – si legge in una nota diffusa dalla Farnesina – il Segretario Generale della Farnesina, Giampiero Massolo, ha espresso oggi all’Incaricato d’Affari indiano a Roma Saurabh Kumar la vivissima preoccupazione del Governo italiano per la decisione del tribunale di Kollam di trasferire il Maresciallo Massimiliano Latorre e il Sergente Salvatore Girone in custodia giudiziaria nel carcere di Trivandrum con effetto immediato.
Nel definire inaccettabili tali misure in considerazione dello status dei nostri due militari e nel sottolineare l’estrema sensibilità della questione per le Autorità italiane, per le famiglie e per l’opinione pubblica e parlamentare italiana, l’Ambasciatore Massolo – prosegue la nota – ha ribadito la ferma richiesta che ogni sforzo venga fatto per reperire prontamente per i nostri militari strutture e condizioni di permanenza idonee.