Italia, tasse universitarie troppo costose

Stando all’ultimo rapporto dell'Osservatorio Nazionale Federconsumatori, gli atenei del Nord sono più cari del 13,5% rispetto alla media nazionale

Inserita da il 9 marzo 2012

Per il secondo anno consecutivo la Federconsumatori ha etichettato gli atenei italiani del Nord tra i più costosi.
In pole position, si aggiudica il titolo di Università più cara l’ateneo di Parma, con una retta annua di 1005,87 euro per le facoltà scientifiche e di 890,05 per quelle umanistiche, ovvero il +103% in più rispetto alla media nazionale. A seguire ci sono l’Università di Verona e la Statale di Milano.

Nata nel 1988 con il sostegno della Cgil, la Federconsumatori è un’associazione che opera da anni a servizio dei cittadini per l’informazione e la tutela di consumatori ed utenti.
Anche quest’anno l’associazione ha pubblicato il rapporto sui costi delle università italiane, esaminando le guide al pagamento delle tasse presenti sui siti web degli atenei considerati. La ricerca è stata effettuata suddividendo l’Italia in tre macroaree: nord, centro e sud più isole. Per ogni area poi sono state selezionate le tre regioni con il maggior numero di studenti e all’interno delle stesse i due atenei con maggior numero di iscritti, dei quali è stata poi considerata la fascia di reddito più bassa (con un I.S.E.E. di 6.000 €) corrispondente a quello di una famiglia monoreddito di tre persone.

Dalle analisi compiute emerge come sia ancora molto forte il divario tra Nord e Sud: le università del settentrione infatti sono più care con una media del 28,3%. Comparando i risultati al 2010 i costi universitari risultano aumentati di circa il +4% e +10% per gli studenti appartenenti alla quarta e quinta fascia, mentre si sono registrate lievi diminuzioni per le prime due fasce, rispettivamente -1% e -4%.
L’ateneo italiano con la retta più bassa è l’Università Aldo Moro di Bari. In merito è doverosa una piccola ma importante precisazione: parte dell’importo della retta è dovuto al merito, pertanto ad una votazione media bassa o crediti non sufficienti, ne consegue un aumento delle tasse.