Pensioni: poliziotti napoletani in piazza Plebiscito contro il Governo

I sindacati contestano le scelte che il Governo sta effettuando in materia di pensioni

Inserita da il 19 marzo 2012

In un momento difficile per l’Italia anche i poliziotti napoletani scendono in piazza per protestare contro il Governo. Si è svolta questa mattina in Piazza Plebiscito a Napoli, di fronte al Palazzo della Prefettura, la manifestazione organizzata dai sindacati di Polizia SIAP, SILP CGIL, COISP e ANFP, unitamente alle organizzazioni sindacali OSAPP e SINAPPE della Polizia Penitenziaria e USPPI, CONFSAL e SINDIR UGL dei Vigili del Fuoco per dare voce al dissenso dei poliziotti napoletani per le scelte che il Governo sta effettuando in materia di pensioni rispetto al comparto Sicurezza e Difesa. Centinaia gli agenti di polizia che si sono riversati in piazza mentre, nello stesso momento, analoghe manifestazioni si svolgevano davanti alle Prefetture di tutt’Italia e, a Roma, di fronte ai Ministeri del Lavoro e dell’Economia.

Un grido unanime, dunque, della Polizia italiana, che ha voluto sottolineare con questa manifestazione la mancanza di sensibilità, da parte del Governo, nei confronti di tutti i lavoratori del comparto Sicurezza e Difesa; una mancanza che si delinea nel non voler tenere conto della specificità di questa categoria di lavoratori e, di conseguenza, di non considerare tutte le improponibili difficoltà che ne derivano da un ulteriore aumento dell’età media degli operatori.

Così come si legge nel volantino distribuito stamane, i Sindacati di Polizia “denunciano la forte
preoccupazione per la visione solo ragioneristica che il Governo manifesta nell’affrontare la questione
previdenziale che andrebbe, invece, analizzata con attenzione e competenza e che riguarda centinaia
di migliaia di Operatori della sicurezza che quotidianamente affrontano armati, in situazioni
complesse e rischiose, il controllo del territorio e dell’ordine pubblico, il controllo degli Istituti
penitenziari ed il servizio di soccorso pubblico”.
Quella di oggi è solo la prima di una serie di manifestazioni che potrebbero susseguirsi nelle prossime settimane se non si aprirà al più presto un tavolo di confronto col Ministro Fornero.