Antonio Di Pietro attacca il PD

Perché non staccare la spina al governo Monti, un governo che sta rovinando l'economia e riempendo i cittadini di tasse? Questa la domanda di Di Pietro al PD

Inserita da il 27 aprile 2012

Roma, 27 aprile 2012. Di Pietro retoricamente chiede “perché” al PD: perché mantenere ancora in vita, perché non staccare la spina? “Non ho capito perché – riporta l’ANSA – il Pd mantiene in piedi un governo che sta rovinando l’economia e riempiendo i cittadini di tasse. Invece di predicare bene e razzolare male si decidano a staccare la spina. “Il leader dell’IDV così stuzzica retoricamente il partito di Bersani, come per volerlo richiamare alla vera essenza della sinistra. Una sinistra che – Di Pietro dovrebbe rendersene conto – non c’è più da anni. Una sinistra che non si regge in piedi, che ha perso la sua identità (basti pensare che – come ci sottolinea in una nota a piè di pagina Mario Pezzella nel suo saggio ‘Società autoritaria e democrazia insorgente’ in La democrazia in Italia per Cronopio – un esponente del PD, a nome D’Alema, affermava che la Lega era una “costola” della sinistra). Una sinistra che ha perso il perché del suo stesso essere e i motivi da cui nacque e di cui dovrebbe nutrirsi.
Ma, d’altronde, come non giustificare Bersani, che non potrebbe – tuttora, drammaticamente – andare alle elezioni. Non tanto per il bacino elettorale (che sicuramente non è un problema,) ma per un partito che ancora deve trovare un suo orientamento unitario, uno scopo finalizzato ad uno sguardo d’insieme con quei valori che dovrebbe contraddistinguere e segnare la vera alternativa per l’Italia della depressione dell’ultimo ventennio.
S’illude forse Di Pietro, con questi suoi pedissequi tentativi di accalappiare il Partito Democratico? O forse in sogno gli è stata commissionata la missione di ricondurre sulla retta via il maggiore partito della sinistra italiano? Ha allora, forse, un progetto di risanamento dell’Italia migliore di quello del governo Monti? Non condivisibile, certo, ma qual è l’alternativa? Cosa propone?
È certo difficile constatare che il presunto leader della sinistra sieda accanto ad Alfano e Casini. Ma non è forse Bersani più cauto e più responsabile (ma soprattutto onesto) di Di Pietro, rendendosi conto di non poter risanare l’Italia, di non averne le possibilità?
Il governo Monti, il gelido governo tecnico che ha stretto la cinghia all’Italia tutta, non potrebbe ovviamente resistere senza la maggioranza o con un’opposizione così forte in parlamento quale quella del PD. E per quanto le scelte montiane non siano condivisibili, per quanto Monti stesso avrebbe potuto – grazie al suo potere mediatico in Europa, la stima che il mondo intero gli porta e lo spessore con cui è riuscito ad affrontare un paese sull’orlo del baratro – iniziare a cambiare le sorti e la politica dell’Occidente, chi avrebbe il coraggio di prendere le redini di una crisi ancora imperturbabile che avanza e bussa alle porte di tutti i paesi occidentali? Forse Di Pietro?
Scrisse Ludwig Andreas Feuerbach: “l’uomo è ciò che mangia” e Bersani lo sa bene. Così come sa bene che senza Monti non vi sarebbe cibo per la maggior parte degli italiani (non che così ve ne sia abbastanza, o che ve ne sia addirittura). È complesso poter dire riguardo certi argomenti, e sicuramente dire è sempre un dire a metà poiché è estremamente difficile delineare tutte le condizioni, situazioni e rapporti politici, soprattutto se questi sono quelli italiani. Lelacrime di coccodrillo” di questa maggioranza – così dice Di Pietro – saranno anche contestabili. Ma almeno, così, si ha la possibilità di piangere.