Body Worlds, Napoli mette in mostra il corpo umano

L'evento è stato inaugurato il 12 aprile al Real Albergo dei Poveri

Inserita da il 26 aprile 2012

Negli spazi in fase di restauro del Real Albergo dei Poveri, a Napoli, il 12 aprile è stata inaugurata la mostra – così definita – dei record: la Gunther von Hagens’ Body Worlds – Il vero mondo del corpo umano. Attraverso la tecnica della plastinazione – inventata dallo stesso Gunther von Hagens all’Università di Heidelberg – è stata possibile la conservazione di tessuti e organi con la sostituzione del silicone al posto dei liquidi corporei.
Immenso lo stupore dei visitatori, molti dei quali a contatto, per la prima volta, con le proprie interiora; altri divertiti e stupiti dalle posizioni più comuni e famose in cui i soggetti sotto proiettore sono stati posizionati. Spaventati i bambini. Diversi gli studenti di medicina, biologia e – i più macabri – appassionati di anatomia che, ovviamente, non possono perdersi un’occasione simile. Infine c’è chi si proietta nel valore artistico della mostra, chi nel valore teoretico, chi nella interpretazione socio-culturale: c’è chi pensa che la mostra riesca ad attecchire tanto sulla massa perché propone un tema chiave della nostra società (come lo è sempre stato, nonostante il diverso modo in cui ci si è approcciati ad esso), così tanto allontanato, ponendoci dinanzi al fatto che, nonostante quella serie di emozioni, sentimenti e ricordi, siamo destinati a sparire rimanendo, foscolianamente, solo nel ricordo di chi resta.

Il giudizio artistico dei critici si sofferma sulla scomposizione del corpo umano e, estremamente colpiti, dalla riproposizione dell’uomo vitruviano di Leonardo da Vinci in chiave moderna. Infine c’è chi s’interroga sulla vita, sul suo significato e sullo scopo della propria persona: “È come se l’artista avesse voluto manifestare il miracolo della vita, inspiegabile e sconvolgente. Perché siamo qui, come è possibile tale miracolo!” dice un visitatore. Cade a pennello la famosa frase: “ricordati che sei polvere e polvere ritornerai.” Si potrebbe aggiungere, oggi: “altrimenti, c’è la plastinazione.”