Casatiello, ma che bontà!

È tempo di Pasqua e sulle tavole napoletane impazza il casatiello

La Quaresima è quasi giunta al termine e tutti si preparano a festeggiare la Santa Pasqua con allegria. Manca poco ormai alla fine di fioretti e digiuni vari, quindi anche in tavola se ne vedranno delle belle. In Campania, e in particolare in provincia di Napoli, non si vede l’ora di gustare un bontà tutta pasquale: stiamo parlando del famoso casatiello.

La ricetta di questa torta rustica è di antica tradizione e si prepara a partire dal Sabato Santo. Simile al tortano, altra pietanza tipica di questo periodo, è facilmente riconoscibile dalla forma ad anello e dalle uova che spuntano dall’impasto.
Oltre a sembrare molto goloso a vista, il casatiello ha comunque un significato religioso. La forma circolare indica continuità e quindi l’unione tra vita e morte, inizio e fine; mentre le croci di impasto che mantengono ferme le uova sode fungono da monito e ricordano la corona di spine della Passione di Cristo.

Preparare il casatiello non è cosa semplice. È importante impastare il panetto la sera prima mescolando acqua, sale e lievito. Poi riposerà tutta la notte al caldo, magari coperto da un panno di lana. Il giorno dopo la pasta ottenuta è pronta per essere lavorata con la sugna, con il pecorino a pezzetti o altri formaggi a scelta (il nome della ricetta deriverebbe proprio da caso, cioè formaggio) e salame napoletano. Verrà cotto poi in una teglia a forma di ciambella, dopo aver adeguatamente posizionato le uova (di solito cinque). Temperatura 180° e tempo di cottura 45-60 minuti in forno a legna, se possible, oppure forno elettrico non ventilato.

Lasciando per un attimo da parte le diete, il casatiello è sicuramente da assaggiare e provarne l’esecuzione è un modo per mantenere vive le tradizioni e dare un significato un po’ più profondo alla festa pasquale.

Inserita da il 2 aprile 2012