Curriculum vitae: vademecum per NON trovare lavoro

Un CV curato nei particolari e ben scritto rappresenta un buon biglietto da visita

Inserita da il 18 aprile 2012

Il curriculum vitae è il documento che raccoglie tutte le esperienze lavorative e formative della persona e attraverso il quale l’aspirante lavoratore tenta di ottenere un colloquio. Compilarlo non è affatto semplice e si potrebbe facilmente incorrere in errori che, poi, potrebbero farlo finire nel cestino della carta straccia.
Come fare, quindi?

In primo luogo, non si deve essere frammentari o confusionari: se non si sa da dove cominciare, è meglio scrivere subito i dati personali – nome e cognome in grassetto – proseguendo poi con gli studi e infine con le esperienze professionali, che vanno inserite dalla più recente alla più vecchia.

Non si deve scrivere troppo: i selezionatori, in media, impiegano venti secondi a leggere un curriculum vitae. Bastano informazioni essenziali: per approfondire, ci sarà tempo in sede di colloquio.

Non bisogna scrivere cose non vere: mai inventare un mestiere che non si è fatto, né scrivere di possedere un titolo di studio mai conseguito. Inserire dati falsi potrebbe ritorcersi contro l’aspirante lavoratore.

Non si deve mai essere né troppo ossequiosi, né troppo sicuri di sé. Nel primo caso, adulare l’azienda a cui si è inviato il curriculum suonerà facilmente come una stucchevole azione di ruffianeria; nel secondo caso, invece, non si deve mai dire di essere capaci di fare una cosa o di essere molto competenti: questi sono fattori che devono giudicare i recruiters.

Non bisogna inviare a tutte le aziende lo stesso curriculum. Il curriculm standard, non essendo diversificato e mirato, non colpirà affatto il selezionatore, che sarà indotto a cestinare un documento troppo ampio e confusionario.

Mai dimenticarsi di scrivere qualche passaggio importante della propria vita lavorativa: bisogna sempre ripassare bene a mente tutto quello che si è fatto e inserire ciò che può interessare l’azienda, senza omettere quei particolari che, anche se piccoli, possono colpire l’attenzione del recruiter.

Nel curriculum si possono aggiungere, alla fine, i propri hobby. Non è necessario elencarli, ma, se lo si vuole fare, meglio non cadere nella banalità. Tutti ameranno leggere, fare sport e ascoltare la musica. Se si hanno hobby comuni, sarebbe opportuno non inserirli nel curriculum. Bisogna accennare i propri hobby solo se possono meglio delineare la personalità del lavoratore. Se sono molto diversi dal tipo di lavoro che si vuole fare, meglio: si risulterà poliedrici.

Tra le cose più importanti, vi sono grammatica e sintassi del curriculum: cadere in qualche errore di ortografia o sbagliare i verbi potrebbe essere un motivo per essere cestinati. Quindi, il curriculum va sempre riletto bene, meglio se da qualcun altro che abbia buone competenze grammaticali.

A questo punto, bisogna solo lasciare spazio alla pazienza e alla speranza. Un CV curato nei particolari e ben scritto rappresenta già un buon biglietto da visita.