Il fenomeno del cervello ghiacciato secondo la scienza

I ricercatori hanno arrecato il congelamento del cervello in laboratorio avendo 13 volontari sani che sorseggiavano acqua ghiacciata  attraverso una cannuccia

cervello ghiacciatoSarà capitato a molti di sperimentare una sorta di congelamento del cervello (quel debilitante, istantaneo dolore nelle tempie che si verifica dopo aver mangiato qualcosa di ghiacciato), ma i ricercatori non hanno ben capito le sue cause. Fino ad oggi. Precedenti studi hanno dimostrato che coloro che soffrono di emicrania hanno in realtà più probabilità di ottenere un congelamento del cervello rispetto alle persone che non ne soffrono. Per questo motivo, i ricercatori hanno pensato che le due condizioni potrebbero condividere un qualche tipo di meccanismo comune o causa, ed hanno così deciso di usare il congelamento del cervello per studiare l’emicrania.

I mal di testa, come l’emicrania, sono difficili da studiare, perché imprevedibili. I ricercatori non sono in grado di monitorare un intero mal di testa dall’inizio alla fine in laboratorio. Possono dare farmaci per indurre l’emicrania, ma questi possono anche avere effetti collaterali che interferiscono con i risultati. Il congelamento del cervello può rapidamente e facilmente essere utilizzato per avviare un mal di testa in laboratorio e, finendo anche velocemente, rende facile il suo monitoraggio.
I ricercatori hanno arrecato il congelamento del cervello in laboratorio avendo 13 volontari sani che sorseggiavano acqua ghiacciata  attraverso una cannuccia. I volontari hanno alzato le mani quando il congelamento del cervello si è fatto sentire, alzandole di nuovo quando è poi scomparso. I ricercatori hanno monitorato il flusso sanguigno attraverso i loro cervelli con un processo di ultrasuoni sul cranio. Questi hanno osservato  l’aumento del flusso di sangue al cervello attraverso un vaso sanguigno chiamato arteria cerebrale anteriore, che si trova al centro del cervello dietro gli occhi. Questo aumento di flusso e conseguente aumento delle dimensioni in questa arteria ha portato il dolore associato al congelamento del cervello. Quando l’arteria si restringe, frenando la risposta a questo flusso maggiore, il dolore scompare. I ricercatori ipotizzano che la dilatazione, e quindi la costrizione veloce, di questo vaso sanguigno può essere un tipo di auto-difesa per il cervello.
Se altri mal di testa funzionano nello stesso modo, i farmaci che fermano questi vasi sanguigni in modo da aprirli, potrebbero allo stesso modo essere curati.
I risultati della ricerca sono stati presentati al meeting “Experimental Biology 2012″ a San Diego.

Inserita da il 24 aprile 2012