Napoli, portiere si suicida dopo lettera di licenziamento

Si sarebbe impiccato sabato scorso dopo aver chiuso la portineria, il 56enne ritrovato morto nel suo appartamento

Corso Garibaldi a NapoliNapoli. Portiere si suicida, travolto dai dispiaceri e dai disagi economici. Si sarebbe impiccato sabato scorso nel suo appartamento, dopo aver chiuso la portineria.
Era stato da poco lasciato dalla moglie che, trasferitasi al Nord con i figli, pretendeva gli alimenti. Poi la morte della madre – deceduta poco prima di lui – e una lettera di licenziamento.
C’è chi incolpa la situazione economica nazionale, amplificata al Sud da disagi di altro genere, che ormai immobilizza la condizione antropologica dell’italiano medio, sia alto che basso.
Non ce l’ha fatta più il 56enne: si è impiccato, solo e senza più speranze.
È uscito dal palazzo, stamattina,  tra gli applausi della folla accorsa una volta realizzato l’incidente: simbolo dei disagi e manifestazione concreta di ciò che in molti hanno pensato di fare date le problematiche nello giungere a fine mese.
Secondo quanto riporta Repubblica.it, poco prima di togliersi la vita avrebbe chiamato uno dei due figli dicendo: “Dite a mamma che non posso più passarle l’assegno…”
Oltretutto i proprietari dello stabile, pochi giorni prima avevano fatto vedere la casa a possibili acquirenti, avendo avvertito il portiere del licenziamento.
Un rapporto causa-effetto potrebbe esserci, ma che la causa originaria della tragedia sia da attribuirsi alla crisi è solo un’ipotesi. Sì, ma molto attendibile.

Inserita da il 30 aprile 2012