Palazzo della Cancelleria, Roma: Amedeo Modigliani. Segno e tradizione

L’itinerario presenta ottanta disegni e documenti, con una rassegna di scatti d’epoca rielaborati e restaurati dalla fotografa Anna Marceddu

Inserita da il 10 aprile 2012

modiglianiSi concluderà domani, 11 aprile, la mostra “Amedeo Modigliani. Segno e tradizione”, organizzata da Modigliani Institut e Keren Hayesod, al Palazzo della Cancelleria a Roma. L’esposizione presenta al pubblico documenti, fotografie e reperti d’epoca, che rievocano il vissuto dell’artista, dalle origini al periodo parigino (dove si spense nel gennaio del 1920), alla ricerca delle fonti della sua creatività. L’interesse del percorso espositivo risiede nei documenti inediti e, in particolare, nel fatto che per la prima volta vengono messe in luce le tracce del forte legame dell’artista con la cultura ebraica.
L’itinerario presenta ottanta disegni e documenti, con una rassegna di scatti d’epoca rielaborati e restaurati dalla fotografa Anna Marceddu. Attraverso quasi quaranta fotografie viene ripercorso il viaggio dagli anni giovanili trascorsi a Parigi, tra bistrot e atelier, accanto ai protagonisti della scena artistica di quegli anni, come si vede, ad esempio, nella foto del 1915 in cui Modigliani figura accanto a Picasso e André Salmon a “la Rotonde” di Parigi. Tra le opere in mostra disegni e litografie firmati da Pablo Picasso, quale il Ritratto di Max Jacob, datato 1916.
Tra le immagini fotografiche, spiccano anche i ritratti della Spagnola, ballerina di flamenco e modella di Modigliani, così come di Lola, (Parigi 1908).
Si ammirano anche la tavolozza e la scultura con maschera fang ritrovate nell’atelier dell’artista a Montparnasse, a richiamare la produzione e lo stile di Modì, che contrariamente all’opinione diffusa, era tutt’altro che all’insegna della rapidità, come sottolinea Christian Parisot, presidente del Modigliani Institut e biografo ufficiale dell’artista livornese: “Oggetti, manoscritti e missive che chiudono la porta e spazzano via tutte le false leggende, che cancellano, se ce ne fosse ancora bisogno, il vecchio concetto di “facilità”. La realizzazione materiale e fisica delle sculture e dei disegni di Modigliani non può sottostare a questo paradigma di leggerezza. In realtà sono opere sofferte, opere scarne, levigate e forme plastiche portate alla loro essenza. Queste sono le pratiche applicate alla materia, alla conoscenza di una Tradizione che percorre, attraversa e ripropone la forma umana nella sua essenza. Modigliani si immedesima con il ritratto, ne fa il suo alfabeto, ne ridisegna i contorni scegliendo i suoi modelli per stravolgerne i tratti somatici”.