Paolo Bosusco dopo il rapimento si racconta a Daria Bignardi

La guida turistica italiana Paolo Bosusco  ieri sera alle Invasioni Barbariche racconta i suoi 28 giorni in mano ai rapitori

Paolo Bosusco l’italiano rapito dai maoisti il 14 marzo nella foresta di Soroda nei pressi di Orissa mentre faceva trekking con Claudio Colangelo rapito insieme a lui, ha fatto rientro in Italia per abbracciare il padre 90enne e tutta la sua famiglia. Ospite ieri sera  delle “Invasioni Barbariche” di Daria Bignardi in onda su la 7, racconta tutti i retroscena della sua incredibile storia.

“La preoccupazione maggiore per me era mio padre 90enne,  perchè sapevo che era molto in pensiero per me,  nei messaggi cercavo sempre di rassicurare tutti che andava tutto bene e di mostrare sicurezza. Il rapimento per me e  Claudio è stato un pò traumatico, ci hanno preso e portati nel nascondiglio, dopodichè ci hanno legati e controllati perchè pensavano che avessimo delle armi, io spiegavo a Claudio quello che doveva fare perchè lui non capiva la loro lingua. Io chiedevo del comandante continuamente ma ogni volta mi beccavo dei calci. Dopo un pò è arrivato il comandante che non parlava la lingua dei maoisti ma parlava in inglese, io gli ho chiesto le ragioni di quel rapimento e lui mi ha spiegato che non ci volevano fare del male e che non aveva mai ucciso nessuno, ma era necessario  per chiedere la liberazione di alcuni suoi compagni imprigionati nella prigione di Berthampur tra i quali c’era anche sua moglie che poi è stata liberata. Uno dei rapitori quello che fin dal primo momento si è mostrato più umano e comprensivo di tutti aveva alle spalle una storia davvero incredibile,  aveva il fratello il padre e la sorella in carcere e quest’ultima era stata violentata dalle guardie e chiedeva appunto la sua liberazione. Io pressavo continuamente il comandante almeno tre volte al giorno per far rilasciare Claudio perchè era sfinito, era demoralizzato e alla fine ha accolto le mie richieste. Non ho risentimento per i rapitori, mi hanno sempre trattato bene tranne la prima volta quella del rapimento, il cibo è stato l’aspetto peggiore di tutta la vicenda dovevamo adattarci a quello che c’era nella foresta.”  

Paolo Bosusco continua la sua intervista  shock a Daria Bignardi facendo luce su alcune sue affermazioni rilasciate al momento della liberazione: “Il comandante era una persona molto intelligente, molti mi hanno accusato di avere una sorta di ammirazione per lui ma non è così, non soffro della sindrome di Stoccolma cioè non parteggio per i rapitori, ho solo constatato una cosa. Io giocavo a scacchi con lui e forse in un’altra circostanza, cioè se avesse usato la sua intelligenza sarebbe una bellissima persona.”

Inserita da il 14 aprile 2012