Seattle: stermina famiglia e poi si uccide. Credeva in fine del mondo imminente

Peter Keller ha impiegato otto anni per edificare il suo nascondiglio nei boschi di North Bend, per poi suicidarsi al suo interno assediato dagli agenti di polizia

Inserita da il 29 aprile 2012

bunkerPeter Keller ha impegato otto anni a costruirsi il suo bunker anti-fine-del-mondo. L’ha edificato nei boschi di North Bend, località non lontana da Seattle. Dopo un assedio durato 22 ore gli agenti dei reparti speciali americani sono riusciti a penetrarvi, trovando il suo corpo senza vita. Una settimana fa l’uomo, 41 anni, aveva ucciso sua moglie Lynette di 39 anni e la figlia Kaylene di 18 dando poi fuoco alla sua casa.
Quella di Peter Keller è la storia di un survivalista, con un’idea apocalittica del futuro che ha avuto tragici risvolti anche sul suo presente. Ha trascorso gli ultimi anni della sua vita a costruirsi un rifugio nascosto in una fitta vegetazione fornendolo di cibo, vestiti, armi e altri mezzi di sopravvivenza. Dopo l’assassinio della sua famiglia, Keller si è rifugiato nella sua tana inattaccabile; quando la polizia è arrivata, venerdì scorso, davanti al suo bunker nei boschi di North Bend, è cominciato l’assedio. Nemmeno il lancio di gas lacrimogeni, alla fine di ore di trattative per la sua resa, è riuscita ad infrangere la struttura del suo sofisticatissimo nascondiglio.
Ma le lunghe trattative con Peter Keller non sono riuscite a fermare il suo suicidio, provocato da un colpo di arma da fuoco.