1° Maggio, in uscita: Occupy il nuovo libro di Noam Chomsky

Ovunque le persone sembrano conoscere questa festività; ma non sanno che iniziò negli Stati Uniti d’America

Inserita da il 1 maggio 2012

sciopero

La casa editrice Zuccotti Park, progetto dell’Adelante Alliance (gruppo di advocacy con base a Brooklyn) il primo maggio rilascerà il nuovo pamphlet di Noam Chomsky: “Occupy”.
Di seguito quanto scrive l’Adelante sull’Huffington Post:
Ovunque le persone sembrano conoscere il Primo Maggio; ma non sanno che iniziò qui, negli Stati Uniti d’America. Questo perché chi è al potere ha fatto tutto il possibile per cancellare il suo vero significato. Ad esempio Ronald Reagan, che ha definito “Giornata del diritto” – una giornata di fanatismo sciovinista, come una marcia in più del coltello nel movimento operaio  [...] Se sei un rivoluzionario serio, allora non sei alla ricerca di una rivoluzione autocratica, ma un popolare che si muoverà verso la libertà e la democrazia. Ciò può avvenire solo se una massa della popolazione la attua, la realizza, risolve i suoi problemi [...] Un rivoluzionario sensibile cercherà di spingere la riforma ai limiti, per due buone ragioni. Primo: le riforme possono essere preziose in sé stesse. La gente dovrebbe lavorare otto ore al giorno piuttosto che dodici. E più in generale, dovrebbe voler agire in accordo con decenti valori etici. In secondo luogo, per motivi strategici, occorre dimostrare che ci sono dei limiti riguardo le riforme [...] Forse è un momento in cui la resistenza diventa un necessario passo per superare i cambiamenti giustificati. Forse è giunto il momento di ricorrere a misure coercitive in difesa dei diritti e della giustizia, una forma di auto-difesa. Solo se la popolazione generale non riconosce che detti provvedimenti sono una forma di autodifesa, non ne  prenderanno parte, o almeno non dovrebbero.
Se si arriva a un punto in cui le istituzioni esistenti non si piegano alla volontà popolare, occorre eliminare le istituzioni [...] Oggi la battaglia continua a celebrare il Primo Maggio non come una “Giornata del diritto”, come definito dai leader politici, ma come un giorno il cui significato è deciso dal popolo, una giornata radicata nella organizzazione e nel lavoro per un futuro migliore per tutta la società.