Berlino, Potsdamer Platz: da non-luogo a luogo d’arte

I visitatori si sentono in un ambiente esclusivo e segreto e sono contenti di scovare dei luoghi nascosti alla maggior parte delle persone

potsdamer platzUn quartiere di Berlino passato alla fama per i suoi marciapiedi pullulanti di prostitute e spacciatori di droga, sta sempre più riacquistando quel fascino bohémien che caratterizzava i suoi giorni di gloria, quando nel lontano 1920 gli affitti bassi e la sua posizione centrale costituiva un forte richiamo per non poche gallerie d’arte.
Gli amanti dell’arte sono stupefatti nello scoprire una tale ricchezza di gallerie intorno Potsdamer Strasse, a sud-ovest della lunga arteria che conduce dalla rinnovata e ora sfavillante Potsdamer Platz alla tradizionale roccaforte gay di Schöneberg.
Le gallerie, circa venticinque, sono spesso nascoste in tranquilli cortili o in grandi edifici del 19° secolo.
Questa intimità è molto apprezzata dagli appassionati d’arte. I visitatori si sentono in un ambiente esclusivo e segreto e sono contenti di scovare dei luoghi nascosti alla maggior parte delle persone.
Il quartiere è a pochi passi da alcuni gioielli architettonici (sì, anche) come la nuova galleria nazionale in vetro e acciaio Mies van der Rohe e la sala concerti Hans Scharoun tentlike Philharmonic.
“Il processo vivificatore e la capacità di reinvenzione sono tratti tipici del dinamismo di Berlino” ha detto Juerg Judin, partner della galleria Judin Nolan a Potsdamer Strasse, che ha una base anche a New York.
Durante la Repubblica di Weimar, quando Berlino era sinonimo di baldoria e raffinatezza, le arti fiorirono in un quartiere dove erano cresciuti idoli come Marlene Dietrich il regista Billy Wilder, e lo scrittore britannico Christopher Isherwood, il cui romanzo “Goodbye to Berlin” ha ispirato il musical “Cabaret”.
Il quartiere è caratterizzato anche da zone d’ombra, e non soltanto quella creata dagli alberi e dai palazzi: lo Sportpalast (Palazzo dello Sport) era spesso adibito a luogo di raduni politici in epoca nazista. E’ da lì che Joseph Goebbels ha pronunciato il suo famoso appello alla “guerra totale”, nel 1943.
Gravemente danneggiata dalle bombe alleate, Potsdamer Strasse subì un ulteriore colpo dopo la ripartizione politica di Berlino nel dopoguerra, con l’erezione del muro nel 1961 proprio nelle sue vicinanze; ma adesso è di nuovo in auge, sorte che sarà subita mano mano da tutti i quartieri un po’ dimessi dell’ex Berlino-Est.

Inserita da il 29 maggio 2012