Germania: energia verde e gas come alternative al carbone

germania energia verdePer onorare i suoi rigorosi impegni ambientalistici, il premier tedesco Angela Merkel si è impegnato a costruire centrali a gas per garantire forniture di energia pulita oltre il 2020.
Nonostante questo la Merkel dovrà sforzarsi di trovare un modo per rendere il gas un’opzione attraente, quando il carbone resta comunque di fatto il modo più redditizio per produrre l’elettricità del gigante europeo.
“Ai prezzi attuali, è possibile creare un futuro ibrido, costituito da energie rinnovabili e carbone come mezzi della produzione di energia” ha detto Klaus Schaefer, amministratore delegato della società tedesca del gas E.ON Ruhrgas.
L’impianto energetico della Germania sta subendo cambiamenti radicali, con una crescita massiccia del solare e dell’eolico. E’ al vaglio una legge sulla graduale eliminazione del nucleare, tesa all’eliminazione di 12,696 megawatt di potenza atomica entro la fine del decennio.
Per compensare quella perdita, pari a circa il 15-20% del fabbisogno di elettricità del paese, la Germania dovrà importare più energia o costruire nuove centrali elettriche che utilizzino gas o il carbone (le considerazioni ambientali orienterebbero la scelta verso il gas, che inquina molto meno rispetto al carbone).
Ma un impianto a carbone sarebbe quasi cinque volte più redditizio di una nuova centrale elettrica a gas.
Generose sovvenzioni per l’energia rinnovabile hanno causato in Germania un’ulteriore diffusione del solare e dell’eolico, fatto questo che rappresenta un altro fattore concorrenziale per il settore del gas.

8 Comments on Germania: energia verde e gas come alternative al carbone

  1. @ Cosimo,@5bb010190e2381db7dc98cb77c6d2a25:disqus 

    ottima la riflessione, che sembrerebbe “logica” se anche gli altri Paesi decidessero di essere “precari e vulnerabili” nella certezza di avere l’elettricità disponibile quando serve loro, così come fa l’Italia che è notoriamente il principale Paese importatore di ELETTRICITà in Europa (soprattutto da Francia, Svizzera e Slovenia)!

    Il problema è che la disponibilità di elettricità, abbondante ed a prezzi competitivi, è un fattore fondamentale per ogni Paese sviluppato e dubito quindi che i tedeschi vogliano far dipendere la loro situazione produttiva industriale dal fatto che l’elettricità loro necessaria sia prodotta per loro all’estero, aggiungendo a questa i costi per il trasferimento della materia prima (Gas Naturale, che anche i tedeschi devono importare) e poi i costi di trasmissione dal Paese di produzione (in questo caso ipoteticamente dall’Italia).

    La cosa più logica sarebbe di: “smontare i troppi impianti a Ciclo Combinato realizzati in Italia e trasferire parte di questi impianti in Germania, per permettere poi ai tedeschi di diversificare il loro parco di produzione (in sostituzione parziale del dismesso Nucleare) e prodursi l’elettricità che desiderano a casa loro.

    Il caso dei Rifiuti è una “assurdità” tutta italiana, causata dalla parallela demonizzazione che alcune “lobby” ed alcuni “soloni” fanno di questi modernissimi impianti di “Termovalorizzazione” e così, per superare la nota emergenza sociale e sanitaria, abbiamo deciso di esportare (speriamo provvisoriamente) i ns. rifiuti in Germania (ma anche Olanda, Danimarca e Svezia), invece di accumulare i rifiuti in discarica (che sono sempre meno accettate e disponibili), sulle quali chi è contrario ai “Termovalorizzatori”, normalmente  nulla dice del loro parallelo grave “impatto ambientale”. 

    Quindi, saggezza e cautela/coerenza vorrebbero che ogni Paese avanzato si dotasse di:

    – un Parco di generazione elettrica opportuno, così da avere un “Mix delle Fonti” diversificato ed equilibrato, per ridurre il rischio strategico per gli approvvigionamenti energetici (particolarmente influente per l’Italia) ed un costo dell’elettricità adeguato e compatibile, per sostenere la competitività del sistema Paese;

    – un adeguato numero di “Termovalorizzatori” che consenta di smaltire circa il 50% del totale dei rifiuti civili prodotti (parametro in essere nei Paesi più avanzati, quali: Francia, Germania, Danimarca, Olanda, Belgio, Austria, ecc. ecc.), dopo aver raggiunto un obiettivo ragionevole di raccolta differenziata di quelle frazioni davvero riciclabili.

    Insomma, bisognerebbe studiare ed imparare un pò della … lingua tedesca!  

  2. @ Cosimo,@5bb010190e2381db7dc98cb77c6d2a25:disqus 

    ottima la riflessione, che sembrerebbe “logica” se anche gli altri Paesi decidessero di essere “precari e vulnerabili” nella certezza di avere l’elettricità disponibile quando serve loro, così come fa l’Italia che è notoriamente il principale Paese importatore di ELETTRICITà in Europa (soprattutto da Francia, Svizzera e Slovenia)!

    Il problema è che la disponibilità di elettricità, abbondante ed a prezzi competitivi, è un fattore fondamentale per ogni Paese sviluppato e dubito quindi che i tedeschi vogliano far dipendere la loro situazione produttiva industriale dal fatto che l’elettricità loro necessaria sia prodotta per loro all’estero, aggiungendo a questa i costi per il trasferimento della materia prima (Gas Naturale, che anche i tedeschi devono importare) e poi i costi di trasmissione dal Paese di produzione (in questo caso ipoteticamente dall’Italia).

    La cosa più logica sarebbe di: “smontare i troppi impianti a Ciclo Combinato realizzati in Italia e trasferire parte di questi impianti in Germania, per permettere poi ai tedeschi di diversificare il loro parco di produzione (in sostituzione parziale del dismesso Nucleare) e prodursi l’elettricità che desiderano a casa loro.

    Il caso dei Rifiuti è una “assurdità” tutta italiana, causata dalla parallela demonizzazione che alcune “lobby” ed alcuni “soloni” fanno di questi modernissimi impianti di “Termovalorizzazione” e così, per superare la nota emergenza sociale e sanitaria, abbiamo deciso di esportare (speriamo provvisoriamente) i ns. rifiuti in Germania (ma anche Olanda, Danimarca e Svezia), invece di accumulare i rifiuti in discarica (che sono sempre meno accettate e disponibili), sulle quali chi è contrario ai “Termovalorizzatori”, normalmente  nulla dice del loro parallelo grave “impatto ambientale”. 

    Quindi, saggezza e cautela/coerenza vorrebbero che ogni Paese avanzato si dotasse di:

    – un Parco di generazione elettrica opportuno, così da avere un “Mix delle Fonti” diversificato ed equilibrato, per ridurre il rischio strategico per gli approvvigionamenti energetici (particolarmente influente per l’Italia) ed un costo dell’elettricità adeguato e compatibile, per sostenere la competitività del sistema Paese;

    – un adeguato numero di “Termovalorizzatori” che consenta di smaltire circa il 50% del totale dei rifiuti civili prodotti (parametro in essere nei Paesi più avanzati, quali: Francia, Germania, Danimarca, Olanda, Belgio, Austria, ecc. ecc.), dopo aver raggiunto un obiettivo ragionevole di raccolta differenziata di quelle frazioni davvero riciclabili.

    Insomma, bisognerebbe studiare ed imparare un pò della … lingua tedesca!  

  3. @ Cosimo,@5bb010190e2381db7dc98cb77c6d2a25:disqus 

    ottima la riflessione, che sembrerebbe “logica” se anche gli altri Paesi decidessero di essere “precari e vulnerabili” nella certezza di avere l’elettricità disponibile quando serve loro, così come fa l’Italia che è notoriamente il principale Paese importatore di ELETTRICITà in Europa (soprattutto da Francia, Svizzera e Slovenia)!

    Il problema è che la disponibilità di elettricità, abbondante ed a prezzi competitivi, è un fattore fondamentale per ogni Paese sviluppato e dubito quindi che i tedeschi vogliano far dipendere la loro situazione produttiva industriale dal fatto che l’elettricità loro necessaria sia prodotta per loro all’estero, aggiungendo a questa i costi per il trasferimento della materia prima (Gas Naturale, che anche i tedeschi devono importare) e poi i costi di trasmissione dal Paese di produzione (in questo caso ipoteticamente dall’Italia).

    La cosa più logica sarebbe di: “smontare i troppi impianti a Ciclo Combinato realizzati in Italia e trasferire parte di questi impianti in Germania, per permettere poi ai tedeschi di diversificare il loro parco di produzione (in sostituzione parziale del dismesso Nucleare) e prodursi l’elettricità che desiderano a casa loro.

    Il caso dei Rifiuti è una “assurdità” tutta italiana, causata dalla parallela demonizzazione che alcune “lobby” ed alcuni “soloni” fanno di questi modernissimi impianti di “Termovalorizzazione” e così, per superare la nota emergenza sociale e sanitaria, abbiamo deciso di esportare (speriamo provvisoriamente) i ns. rifiuti in Germania (ma anche Olanda, Danimarca e Svezia), invece di accumulare i rifiuti in discarica (che sono sempre meno accettate e disponibili), sulle quali chi è contrario ai “Termovalorizzatori”, normalmente  nulla dice del loro parallelo grave “impatto ambientale”. 

    Quindi, saggezza e cautela/coerenza vorrebbero che ogni Paese avanzato si dotasse di:

    – un Parco di generazione elettrica opportuno, così da avere un “Mix delle Fonti” diversificato ed equilibrato, per ridurre il rischio strategico per gli approvvigionamenti energetici (particolarmente influente per l’Italia) ed un costo dell’elettricità adeguato e compatibile, per sostenere la competitività del sistema Paese;

    – un adeguato numero di “Termovalorizzatori” che consenta di smaltire circa il 50% del totale dei rifiuti civili prodotti (parametro in essere nei Paesi più avanzati, quali: Francia, Germania, Danimarca, Olanda, Belgio, Austria, ecc. ecc.), dopo aver raggiunto un obiettivo ragionevole di raccolta differenziata di quelle frazioni davvero riciclabili.

    Insomma, bisognerebbe studiare ed imparare un pò della … lingua tedesca!  

  4. @ Cosimo,@5bb010190e2381db7dc98cb77c6d2a25:disqus 

    ottima la riflessione, che sembrerebbe “logica” se anche gli altri Paesi decidessero di essere “precari e vulnerabili” nella certezza di avere l’elettricità disponibile quando serve loro, così come fa l’Italia che è notoriamente il principale Paese importatore di ELETTRICITà in Europa (soprattutto da Francia, Svizzera e Slovenia)!

    Il problema è che la disponibilità di elettricità, abbondante ed a prezzi competitivi, è un fattore fondamentale per ogni Paese sviluppato e dubito quindi che i tedeschi vogliano far dipendere la loro situazione produttiva industriale dal fatto che l’elettricità loro necessaria sia prodotta per loro all’estero, aggiungendo a questa i costi per il trasferimento della materia prima (Gas Naturale, che anche i tedeschi devono importare) e poi i costi di trasmissione dal Paese di produzione (in questo caso ipoteticamente dall’Italia).

    La cosa più logica sarebbe di: “smontare i troppi impianti a Ciclo Combinato realizzati in Italia e trasferire parte di questi impianti in Germania, per permettere poi ai tedeschi di diversificare il loro parco di produzione (in sostituzione parziale del dismesso Nucleare) e prodursi l’elettricità che desiderano a casa loro.

    Il caso dei Rifiuti è una “assurdità” tutta italiana, causata dalla parallela demonizzazione che alcune “lobby” ed alcuni “soloni” fanno di questi modernissimi impianti di “Termovalorizzazione” e così, per superare la nota emergenza sociale e sanitaria, abbiamo deciso di esportare (speriamo provvisoriamente) i ns. rifiuti in Germania (ma anche Olanda, Danimarca e Svezia), invece di accumulare i rifiuti in discarica (che sono sempre meno accettate e disponibili), sulle quali chi è contrario ai “Termovalorizzatori”, normalmente  nulla dice del loro parallelo grave “impatto ambientale”. 

    Quindi, saggezza e cautela/coerenza vorrebbero che ogni Paese avanzato si dotasse di:

    – un Parco di generazione elettrica opportuno, così da avere un “Mix delle Fonti” diversificato ed equilibrato, per ridurre il rischio strategico per gli approvvigionamenti energetici (particolarmente influente per l’Italia) ed un costo dell’elettricità adeguato e compatibile, per sostenere la competitività del sistema Paese;

    – un adeguato numero di “Termovalorizzatori” che consenta di smaltire circa il 50% del totale dei rifiuti civili prodotti (parametro in essere nei Paesi più avanzati, quali: Francia, Germania, Danimarca, Olanda, Belgio, Austria, ecc. ecc.), dopo aver raggiunto un obiettivo ragionevole di raccolta differenziata di quelle frazioni davvero riciclabili.

    Insomma, bisognerebbe studiare ed imparare un pò della … lingua tedesca!  

  5. @ Cosimo,@5bb010190e2381db7dc98cb77c6d2a25:disqus 

    ottima la riflessione, che sembrerebbe “logica” se anche gli altri Paesi decidessero di essere “precari e vulnerabili” nella certezza di avere l’elettricità disponibile quando serve loro, così come fa l’Italia che è notoriamente il principale Paese importatore di ELETTRICITà in Europa (soprattutto da Francia, Svizzera e Slovenia)!

    Il problema è che la disponibilità di elettricità, abbondante ed a prezzi competitivi, è un fattore fondamentale per ogni Paese sviluppato e dubito quindi che i tedeschi vogliano far dipendere la loro situazione produttiva industriale dal fatto che l’elettricità loro necessaria sia prodotta per loro all’estero, aggiungendo a questa i costi per il trasferimento della materia prima (Gas Naturale, che anche i tedeschi devono importare) e poi i costi di trasmissione dal Paese di produzione (in questo caso ipoteticamente dall’Italia).

    La cosa più logica sarebbe di: “smontare i troppi impianti a Ciclo Combinato realizzati in Italia e trasferire parte di questi impianti in Germania, per permettere poi ai tedeschi di diversificare il loro parco di produzione (in sostituzione parziale del dismesso Nucleare) e prodursi l’elettricità che desiderano a casa loro.

    Il caso dei Rifiuti è una “assurdità” tutta italiana, causata dalla parallela demonizzazione che alcune “lobby” ed alcuni “soloni” fanno di questi modernissimi impianti di “Termovalorizzazione” e così, per superare la nota emergenza sociale e sanitaria, abbiamo deciso di esportare (speriamo provvisoriamente) i ns. rifiuti in Germania (ma anche Olanda, Danimarca e Svezia), invece di accumulare i rifiuti in discarica (che sono sempre meno accettate e disponibili), sulle quali chi è contrario ai “Termovalorizzatori”, normalmente  nulla dice del loro parallelo grave “impatto ambientale”. 

    Quindi, saggezza e cautela/coerenza vorrebbero che ogni Paese avanzato si dotasse di:

    – un Parco di generazione elettrica opportuno, così da avere un “Mix delle Fonti” diversificato ed equilibrato, per ridurre il rischio strategico per gli approvvigionamenti energetici (particolarmente influente per l’Italia) ed un costo dell’elettricità adeguato e compatibile, per sostenere la competitività del sistema Paese;

    – un adeguato numero di “Termovalorizzatori” che consenta di smaltire circa il 50% del totale dei rifiuti civili prodotti (parametro in essere nei Paesi più avanzati, quali: Francia, Germania, Danimarca, Olanda, Belgio, Austria, ecc. ecc.), dopo aver raggiunto un obiettivo ragionevole di raccolta differenziata di quelle frazioni davvero riciclabili.

    Insomma, bisognerebbe studiare ed imparare un pò della … lingua tedesca!  

  6. @ Cosimo,@5bb010190e2381db7dc98cb77c6d2a25:disqus 

    ottima la riflessione, che sembrerebbe “logica” se anche gli altri Paesi decidessero di essere “precari e vulnerabili” nella certezza di avere l’elettricità disponibile quando serve loro, così come fa l’Italia che è notoriamente il principale Paese importatore di ELETTRICITà in Europa (soprattutto da Francia, Svizzera e Slovenia)!

    Il problema è che la disponibilità di elettricità, abbondante ed a prezzi competitivi, è un fattore fondamentale per ogni Paese sviluppato e dubito quindi che i tedeschi vogliano far dipendere la loro situazione produttiva industriale dal fatto che l’elettricità loro necessaria sia prodotta per loro all’estero, aggiungendo a questa i costi per il trasferimento della materia prima (Gas Naturale, che anche i tedeschi devono importare) e poi i costi di trasmissione dal Paese di produzione (in questo caso ipoteticamente dall’Italia).

    La cosa più logica sarebbe di: “smontare i troppi impianti a Ciclo Combinato realizzati in Italia e trasferire parte di questi impianti in Germania, per permettere poi ai tedeschi di diversificare il loro parco di produzione (in sostituzione parziale del dismesso Nucleare) e prodursi l’elettricità che desiderano a casa loro.

    Il caso dei Rifiuti è una “assurdità” tutta italiana, causata dalla parallela demonizzazione che alcune “lobby” ed alcuni “soloni” fanno di questi modernissimi impianti di “Termovalorizzazione” e così, per superare la nota emergenza sociale e sanitaria, abbiamo deciso di esportare (speriamo provvisoriamente) i ns. rifiuti in Germania (ma anche Olanda, Danimarca e Svezia), invece di accumulare i rifiuti in discarica (che sono sempre meno accettate e disponibili), sulle quali chi è contrario ai “Termovalorizzatori”, normalmente  nulla dice del loro parallelo grave “impatto ambientale”. 

    Quindi, saggezza e cautela/coerenza vorrebbero che ogni Paese avanzato si dotasse di:

    – un Parco di generazione elettrica opportuno, così da avere un “Mix delle Fonti” diversificato ed equilibrato, per ridurre il rischio strategico per gli approvvigionamenti energetici (particolarmente influente per l’Italia) ed un costo dell’elettricità adeguato e compatibile, per sostenere la competitività del sistema Paese;

    – un adeguato numero di “Termovalorizzatori” che consenta di smaltire circa il 50% del totale dei rifiuti civili prodotti (parametro in essere nei Paesi più avanzati, quali: Francia, Germania, Danimarca, Olanda, Belgio, Austria, ecc. ecc.), dopo aver raggiunto un obiettivo ragionevole di raccolta differenziata di quelle frazioni davvero riciclabili.

    Insomma, bisognerebbe studiare ed imparare un pò della … lingua tedesca!  

  7. @ Cosimo,@5bb010190e2381db7dc98cb77c6d2a25:disqus 

    ottima la riflessione, che sembrerebbe “logica” se anche gli altri Paesi decidessero di essere “precari e vulnerabili” nella certezza di avere l’elettricità disponibile quando serve loro, così come fa l’Italia che è notoriamente il principale Paese importatore di ELETTRICITà in Europa (soprattutto da Francia, Svizzera e Slovenia)!

    Il problema è che la disponibilità di elettricità, abbondante ed a prezzi competitivi, è un fattore fondamentale per ogni Paese sviluppato e dubito quindi che i tedeschi vogliano far dipendere la loro situazione produttiva industriale dal fatto che l’elettricità loro necessaria sia prodotta per loro all’estero, aggiungendo a questa i costi per il trasferimento della materia prima (Gas Naturale, che anche i tedeschi devono importare) e poi i costi di trasmissione dal Paese di produzione (in questo caso ipoteticamente dall’Italia).

    La cosa più logica sarebbe di: “smontare i troppi impianti a Ciclo Combinato realizzati in Italia e trasferire parte di questi impianti in Germania, per permettere poi ai tedeschi di diversificare il loro parco di produzione (in sostituzione parziale del dismesso Nucleare) e prodursi l’elettricità che desiderano a casa loro.

    Il caso dei Rifiuti è una “assurdità” tutta italiana, causata dalla parallela demonizzazione che alcune “lobby” ed alcuni “soloni” fanno di questi modernissimi impianti di “Termovalorizzazione” e così, per superare la nota emergenza sociale e sanitaria, abbiamo deciso di esportare (speriamo provvisoriamente) i ns. rifiuti in Germania (ma anche Olanda, Danimarca e Svezia), invece di accumulare i rifiuti in discarica (che sono sempre meno accettate e disponibili), sulle quali chi è contrario ai “Termovalorizzatori”, normalmente  nulla dice del loro parallelo grave “impatto ambientale”. 

    Quindi, saggezza e cautela/coerenza vorrebbero che ogni Paese avanzato si dotasse di:

    – un Parco di generazione elettrica opportuno, così da avere un “Mix delle Fonti” diversificato ed equilibrato, per ridurre il rischio strategico per gli approvvigionamenti energetici (particolarmente influente per l’Italia) ed un costo dell’elettricità adeguato e compatibile, per sostenere la competitività del sistema Paese;

    – un adeguato numero di “Termovalorizzatori” che consenta di smaltire circa il 50% del totale dei rifiuti civili prodotti (parametro in essere nei Paesi più avanzati, quali: Francia, Germania, Danimarca, Olanda, Belgio, Austria, ecc. ecc.), dopo aver raggiunto un obiettivo ragionevole di raccolta differenziata di quelle frazioni davvero riciclabili.

    Insomma, bisognerebbe studiare ed imparare un pò della … lingua tedesca!  

  8. @ Cosimo,@5bb010190e2381db7dc98cb77c6d2a25:disqus 

    ottima la riflessione, che sembrerebbe “logica” se anche gli altri Paesi decidessero di essere “precari e vulnerabili” nella certezza di avere l’elettricità disponibile quando serve loro, così come fa l’Italia che è notoriamente il principale Paese importatore di ELETTRICITà in Europa (soprattutto da Francia, Svizzera e Slovenia)!

    Il problema è che la disponibilità di elettricità, abbondante ed a prezzi competitivi, è un fattore fondamentale per ogni Paese sviluppato e dubito quindi che i tedeschi vogliano far dipendere la loro situazione produttiva industriale dal fatto che l’elettricità loro necessaria sia prodotta per loro all’estero, aggiungendo a questa i costi per il trasferimento della materia prima (Gas Naturale, che anche i tedeschi devono importare) e poi i costi di trasmissione dal Paese di produzione (in questo caso ipoteticamente dall’Italia).

    La cosa più logica sarebbe di: “smontare i troppi impianti a Ciclo Combinato realizzati in Italia e trasferire parte di questi impianti in Germania, per permettere poi ai tedeschi di diversificare il loro parco di produzione (in sostituzione parziale del dismesso Nucleare) e prodursi l’elettricità che desiderano a casa loro.

    Il caso dei Rifiuti è una “assurdità” tutta italiana, causata dalla parallela demonizzazione che alcune “lobby” ed alcuni “soloni” fanno di questi modernissimi impianti di “Termovalorizzazione” e così, per superare la nota emergenza sociale e sanitaria, abbiamo deciso di esportare (speriamo provvisoriamente) i ns. rifiuti in Germania (ma anche Olanda, Danimarca e Svezia), invece di accumulare i rifiuti in discarica (che sono sempre meno accettate e disponibili), sulle quali chi è contrario ai “Termovalorizzatori”, normalmente  nulla dice del loro parallelo grave “impatto ambientale”. 

    Quindi, saggezza e cautela/coerenza vorrebbero che ogni Paese avanzato si dotasse di:

    – un Parco di generazione elettrica opportuno, così da avere un “Mix delle Fonti” diversificato ed equilibrato, per ridurre il rischio strategico per gli approvvigionamenti energetici (particolarmente influente per l’Italia) ed un costo dell’elettricità adeguato e compatibile, per sostenere la competitività del sistema Paese;

    – un adeguato numero di “Termovalorizzatori” che consenta di smaltire circa il 50% del totale dei rifiuti civili prodotti (parametro in essere nei Paesi più avanzati, quali: Francia, Germania, Danimarca, Olanda, Belgio, Austria, ecc. ecc.), dopo aver raggiunto un obiettivo ragionevole di raccolta differenziata di quelle frazioni davvero riciclabili.

    Insomma, bisognerebbe studiare ed imparare un pò della … lingua tedesca!  

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