Ricostruzione di Marina Berlusconi sul Lodo Mondadori

La vera storia raccontata dalla figlia del Cavaliere contro l'ingegner Carlo De Benedetti

Inserita da il 9 maggio 2012

Marina Berlusconi“In una dichiarazione rilasciata durante un’intervista televisiva e riportata stamane da un quotidiano, l’ingegner De Benedetti non si lascia sfuggire, ancora una volta, l’opportunità di sintetizzare a suo totale uso e consumo la storia del Lodo Mondadori. E, ancora una volta, è una sintesi che non ha nulla a che fare con la realtà. L’ingegner De Benedetti confida evidentemente che, a forza di ripeterle, le ricostruzioni di comodo finiscano per suonare un po’ più credibili”. È quanto afferma il presidente di Fininvest, Marina Berlusconi.
“Ma proprio per impedire che ciò avvenga
– continua – mi vedo costretta a ricordare come andarono effettivamente le cose”.
In primo luogo, spiega il presidente di Fininvest, “non è affatto vero che l’ingegner De Benedetti, come lui sostiene, ricevette un ‘danno drammatico’ dalla spartizione della Mondadori. Al contrario. Ebbe solo benefici. Come confermano le sue dichiarazioni di grandissima soddisfazione rilasciate all’epoca. La spartizione fu infatti imposta dalla politica alla Fininvest, che in quel momento controllava, oltre ai libri e ai periodici, anche la Repubblica, l’Espresso e i quotidiani locali della Finegil. Noi dovemmo rinunciare alla Grande Mondadori, De Benedetti ottenne una parte molto significativa dell’azienda, sia dal punto di vista economico che del peso politico: la Repubblica, l’Espresso e i quotidiani locali”.
In secondo luogo, sottolinea Marina Berlusconi, “non è affatto vero, contrariamente a quanto sostiene l’ingegner De Benedetti, che la Mondadori era nostra e ci è stata portata via corrompendo un giudice. La sentenza della Corte d’Appello di Roma che annullava il lodo Mondadori, dando poi origine a tutta la vicenda, fu emessa da un collegio di tre giudici. Uno di loro venne successivamente ritenuto colpevole di corruzione, a conclusione di una vicenda processuale assai controversa che vide alternarsi assoluzioni e condanne”.
Conclude la Berlusconi dicendo: “i fatti dicono come la condanna che la Fininvest ha subìto rappresenti un’ingiustizia di enorme gravità, un vero e proprio esproprio da 564 milioni, cifra pari a quattro volte il valore azionario della quota Fininvest in Mondadori. In realtà neppure un euro da parte nostra era dovuto, perché non ci fu alcun danno. L’ingegnere De Benedetti si dice ‘assolutamente fiducioso’ sulle decisioni della Cassazione? Anche la nostra fiducia nel verdetto della Suprema Corte è assoluta, perché sappiamo che assoluta è stata la correttezza con cui abbiamo operato”.