Una vita inutile

“Renzo, che tutti chiamavan trota”

Inserita da il 5 maggio 2012

Non smetterò mai di ripetere che universy.it è un sito che fa informazione. Per non venire meno alle tue aspettative, o tu che leggi, ti propongo un articolo di approfondimento.
Da qualche anno abbiamo imparato a conoscere e ad amare Renzo Bossi, il simpatico figlio ed erede di Umberto (che noi amici chiamiamo Il Senatur, senza un motivo particolare).
Dell’infanzia di Renzo non si sa molto, e neanche ci interessa granché.
Sappiamo che ha cominciato ad interessarsi alla politica ancor prima di imparare a leggere, a 21 anni.
Siccome il suo nome era una garanzia, nel 2010 è riuscito a farsi eleggere al consiglio regionale della Lombardia. Molti elettori hanno scritto il suo nome sulla scheda senza ridere.
Nel primo giorno di consiglio regionale, Renzo si fece subito notare: a mensa mangiò senza sporcarsi il grembiulino.
Il buon Renzo ha poi legittimato le sua elezione elargendo motti e consigli di una saggezza disarmante!
La scienza dimostrò che lo smog “inquina” anche il cervello. Ma Renzo Bossi sconfessò quei risultati: “Vivo a Milano ma a me non mi fa niente“.
Quando il padre s’impuntò per l’apertura di quattro ministeri in Lombardia, Renzo chiese con forza un gelato al puffo.
Così il giovane divenne l’ombra del padre: per portare avanti la legislatura Bossi dettò precise condizioni al governo. Renzo le scrisse in stampatello.
Tempo fa Umberto annunciò raggiante: “Il Federalismo comincerà tra quattro mesi. Il tempo di spiegare a Renzo cosa significa la parola”.
Ma, ahimé, tutte le favole hanno le spine (mi dicono che quelle sono le rose, ma poco importa). Il sogno di Renzo si è macchiato con gli scandali che hanno colpito il partito del padre.
Qualche nuvola aveva addensato il suo mito già prima: Renzo Bossi firmò una legge contro la vivisezione degli animali. Per le malelingue si trattava del solito provvedimento ad personam.
Ma era nulla in confronto a quello che sarebbe successo poi.
Si venne a sapere che la scuola privata della moglie di Bossi fu finanziata con 800 mila euro. Sono serviti per comprare il pallottoliere a Renzo.
Dopo essere stato bocciato per tre volte all’esame per il diploma, abbiamo scoperto che Renzo ha preso la laurea in Albania. Ecco perché sono finiti gli sbarchi da quel paese.
La troppa tensione ha allontanato quest’uomo dal suo destino. Renzo Bossi, sfiaccato da scandali e cattiverie ha detto: “Farò il contadino o il muratore. Papà già ha detto che mi compra il diploma adatto“.
Povero ragazzo. Voglio ricordarlo come piace a me. A Michela Brambilla è stato assegnato il premio “San Francesco” per l’impegno a favore degli animali. Dava sempre gli avanzi al mio amico Renzo.