Dietro il paesaggio, premiati i vincitori del Concorso di poesia via sms. Omaggio ad Andrea Zanzotto
Intervista a Michele Mele, classificatosi al concorso al terzo posto
Si sono svolte a Verona nella Sala Arazzi di Palazzo Barbieri, sede del Comune, le premiazioni del “Concorso di poesia via sms” che aveva per titolo Dietro il paesaggio, organizzato dall’Accademia Mondiale della Poesia. 340 i partecipanti da tutta Italia, oltre a quelli della sezione speciale dedicata alla scuola, per un totale di oltre mille poesie inviate.
A presiedere la Giuria c’era la poetessa brasiliana Marcia Theophilo, vincitrice del Premio Lerici Pea nel 2011 e del Premio Camaiore 2012. Il concorso è un omaggio al poeta Andrea Zanzotto, recentemente scomparso, che al paesaggio ha dedicato una sezione della sua prima raccolta uscita nel 1951 intitolata “Dietro il paesaggio” e si ispira alla Convenzione Europea del paesaggio, sottoscritta a Firenze dal Comitato della Cultura e dell’Ambiente del Consiglio d’Europa nel 2000.
Ecco i vincitori del 3° Concorso di poesia via sms “Dietro il paesaggio”:
Premio speciale della Giuria a Davide Rondoni
Primo premio: Nicoletta di Gregorio, Pescara, al quale è stato consegnato un Tablet Samsung.
Secondo premio: Alfredo d’Ecclesia, Foggia, che ha vinto un telefono cellulare.
Terzo premio: Michele Mele, Caserta (anche a lui un cellulare).
Vincitori nella sezione scuole:
Primo premio: Piva Giulia, scuola “Aleardo Aleardi”, Verona
Secondo premio: Barbi Giacomo, scuola “Aleardo Aleardi”, Verona
Terzo premio: Mizzon Gaia, scuola “Frattini”, Legnago
Vincitore nella sezione cartacea: Sonia Giovanetti, Roma
Menzioni Speciali: 1. Paolo Cordaro, Tivoli; 2. Angela Baldi, Bari; 3. Agata di Nuccio, Verona; 4. Sara Parodi, Bologna; 5. Andrea Torresani, Verona; 6. Raso Valentina, Verona; 7. Violeta Callana, Rimini; 8.Michele Scandola, Oppeano; 9. Pier Lorenzo Pisano, Venezia;10. Savoia Vanni, Mantova.
E’ ad uno dei vincitori che rivolgiamo qualche domanda.
Michele Mele, vincitore del terzo posto del Concorso di poesia via sms. Quali le sensazioni e le emozioni?
“La prima reazione alla notizia che dei miei versi erano risultati vincitori al concorso è stata di incredulità. Tant’è che quando ho ricevuto la telefonata, ho risposto in modo alquanto distaccato e ombroso. Solo dopo ho realizzato che probabilmente non era uno scherzo. E allora è divenuto emozionante tutto il contesto”.
E’ la prima volta che hai vinto un premio di poesia?
“In verità è la prima volta che partecipo ad un concorso. Di questo mi ha colpito particolarmente la modalità: l’invio di un sms. Nessuno sforzo particolare. Nemmeno il dover aprire la casella di posta elettronica. Un semplice sms, uguale a quelle decine di sms che quotidianamente inviamo. E questo è il primo premio che mi viene assegnato in un concorso. In effetti un altro riconoscimento ( il premio “San Michele Arcangelo” che ogni anno il Capo della Polizia assegna ad alcuni poliziotti che si sono distinti al di la dei compiti strettamente correlati all’attività lavorativa n.d.r. ) è stato assegnato nel 2010 all’antologia di poesie “Parole d’anima indivisa” pubblicata in collaborazione con altri 26 miei colleghi poliziotti”.
Quando hai iniziato a scrivere per la prima volta?
“La mia prima poesia l’ho scritta un po’ per gioco e un po’ per sfida… Frequentavo le scuole medie e, con un compagno di classe, studiavamo i poeti ermetici. Ingenuamente, com’è tipico di quell’età, iniziammo a commentare quei brevi componimenti che in due – quattro versi racchiudono un’esperienza di vita. Lì mi fu lanciata la sfida: tu saresti capace di farlo? L’ ingenuità e il desiderio di mettersi alla prova e poi l’incontro con una compagnia di amici che mi ha aiutato ed educato a guardare il tutto come richiamo ad un unico Ideale, hanno fatto il resto”.
A cosa ti ispiri quando scrivi?
“Quello che racconto nelle mie poesie sono storie di quotidiana verità. E’ la realtà che ci pone davanti, in ogni istante, tutta la vita. Ed io scrivo proprio di quella. Partendo da ciò che vedo, da ciò che colgo, sia esso uno sguardo di gioia o un lineamento imbronciato, un campo arso o un vicolo spento…”.
Che cosa rappresenta il paesaggio per te?
“Il paesaggio è ciò che c’è. Ciò che si rende vivo al nostro sguardo. E’ la verità dei nostri giorni che si contrappone al sogno, a quel mondo dove facilmente tentiamo di rifugiarci perdendo ogni opportunità di cogliere il presente”.
Ci racconti un po’ della tua poesia?
“La mia poesia ha dei connotati molto semplici. E’ scarna, sì, ma ogni parola è lì per un suo preciso e circostanziato perchè. Io scrivo poco, molto poco e, come dicevo prima, scrivo pungolato da ciò che riesco a cogliere tra le mille sollecitazioni che la realtà mi offre e, in modo taciuto, mi pongo delle domande. Ed in questa mia ricerca, provo a scrivere come se fotografassi delle immagini, tentando di allontanare ogni appesantimento intellettuale”.
Vincere un concorso letterario è un punto di partenza oppure un punto di arrivo secondo te? Perché?
“Ma si potrebbe anche dire che, vincere un concorso, non è altro che un incidente di percorso. Scherzi a parte, di sicuro, un premio vinto rappresenta una grande gratificazione ed è uno stimolo, una motivazione in più a continuare sul proprio cammino di ricerca. A maggior ragione quello dell’ Accademia Mondiale della Poesia, con una giuria di riconosciuto prestigio e di elevato spessore. Ma, indubbiamente, non è né un punto d’inizio, né tantomeno d’arrivo… E’ semplicemente un riconoscimento per il lavoro che uno tenta di fare. Sulla poesia, certo, ma soprattutto su di sé”.
Sant’ Agostino
La terra trema
e le sue vene straripano
inondando la quiete
di una notte di stelle
Impetuosa
disegna solchi nei ricordi
fatti di paura e di dolore
Adesso
l’ orologio della torre
segna le ore a metà
mentre il cielo piange
di lacrime fertili
Gocce di una speranza
che tutto muove
Stille di promesse
racchiuse dentro
un bocciuolo
emerso incontenibile
come incanto tra le rovine…
© Michele Mele
21 maggio 2012












