Diritti umani: l’Italia colmi i vuoti sul reato di tortura

A dichiararlo è il presidente dell’Unione Camere Penali Italiane Valerio Spigarelli in occasione della giornata internazionale a sostegno delle vittime di tortura

L’Italia, a 25 anni dalla ratifica della convenzione Onu contro la tortura “deve colmare questo ritardo, approvando in fretta nel codice penale la legge che ne introduca il reato”. Lo ha ribadito il presidente dell’Unione Camere Penali Italiane Valerio Spigarelli, nel corso dell’iniziativa promossa dall’associazione Antigone in occasione della giornata internazionale a sostegno delle vittime di tortura.

La ratifica della Convenzione, ha aggiunto Spigarelli, “è rimasta lettera morta. Di legislatura in legislatura, non si è mai introdotto il reato di tortura. Ma va ricordato che la legalità, non è un concetto divisibile: o riguarda tutti, o nessuno e il corpo di coloro che sono nelle mani dello Stato è inviolabile”. Per questo i penalisti, ha concluso Spigarelli, ribadiscono “la necessità che i disegni di legge su questo tema abbiano in Parlamento una corsia preferenziale e vengano rapidamente presi in esame dalle assemblee”.

L’Ucpi, in prima linea in questa battaglia, è stata anche ascoltata dalla Commissione per i Diritti Umani del Parlamento, dopo l’iniziativa del senatore Marcenaro, di proporre l’introduzione anche in Italia del reato di tortura.

Inserita da il 30 giugno 2012