Dubai, primavera araba… dell’arte

Tale ampia e approfondita rete di relazioni può emergere solo nel corso del tempo, dicono gli esperti, e nessuna ricchezza, per quanto cospicua, può affrettare il processo di maturazione

arte dubaiLa città di Dubai sta scoprendo che ci sono cose che proprio non si possono comprare.
Dopo dieci anni di fiorente mercato petrolifero, che ne hanno fatto una prospera capitale finanziaria, l’emirato arabo ha conosciuto un nuovo e repentino boom nell’inaspettato campo dell’arte.
Le numerose collezioni private ivi presenti, e l’entusiasmo dei cittadini nei confronti dell’arte potrebbero immettere Dubai in una prospettiva internazionale, conferendole quella sofisticatezza che troppo poche volte ben si coniuga col mondo arabo.
Ma raggiungere questo obiettivo è molto più complicato di quanto non sembri.
“E’ vero, molti dei miei concittadini sono facoltosi, e potrebbero dare un grosso impulso al traffico di opere d’arte, ma questo non basta a far si che Dubai diventi, di punto in bianco, il fulcro regionale del mercato artistico” afferma Matthew Girling, capo esecutivo della Bonhams (importante casa di vendite all’asta) in Europa e Regno Unito.
“In altre parti, in città come Londra, o New York, gravitano moltissime persone interessate all’arte, che possono trovare pane per i loro denti grazie ai numerosi eventi che si organizzano. Questa dinamica, a Dubai, è ancora allo stato germinale”, continua Girling.
Tale ampia e approfondita rete di relazioni può emergere solo nel corso del tempo, dicono gli esperti, e nessuna ricchezza, per quanto cospicua, può affrettare il processo di maturazione. Parole come “booming” e “in fiore” sono state spesso utilizzate per descrivere il nascente mercato di arte contemporanea a Dubai.
Cinque anni fa le aste collezionavano un record dopo l’altro, ma dopo che la crisi finanziaria globale ebbe colpito, nel 2008, ed i redditi di Christie e Bonhams ebbero subito profonde defalcazioni, sono state costrette all’interruzione.
“E ‘stata una falsa alba, se vi piace chiamarla così”, ha ricordato Girling. Christie, che continua ad essere presente a Dubai, ha tenuto un’asta il 12 aprile, ma i ricavi non si avvicinano per niente ai 20 milioni di dollari registrati nel 2008. Il più alto ricavo da allora sono stati i $ 7,9 milioni dello scorso anno.

Inserita da il 14 giugno 2012