Eboli, Pianeta Bufala chiude con 50mila visitatori

"Siamo ciò che mangiamo" il messaggio degli chef al grande pubblico

Inserita da il 4 giugno 2012

E’ calato il sipario ieri sera sull’edizione 2012 di Pianeta Bufala, kermesse enogastronomica dedicata ad i prodotti della bufala e alle eccellenze della Piana del Sele. Una passerella di nomi importanti della cucina italiana che ha incontrato il grande pubblico in Piazza della Repubblica a Eboli (Sa), nel Pala Bufala, dove il palco-cucina si è rivelato uno scrigno di intensi racconti e di profumi e sapori irripetibili.

Ha aperto lo chef Gianfranco Vissani, poi si sono susseguiti Philly D’Uva, Francesco Rizzuti, Paolo Barrale, Marco Coppola, Sal De Riso, gli chef territoriali Carmelo Vignes, Antonietta Boffa, Dino Marchetta, Lorenzo Forlano e Gustavo Sparano, nonché la cake designer Rosalba Venusto.

Ad unire idealmente tutti gli ospiti senz’altro una considerazione importante, su cui vanno basate le nostre scelte alimentari: “Siamo ciò che mangiamo”. Quindi oltre al gusto, la salute passa attraverso l’alimentazione, un principio semplice ma che chiarisce l’attenzione mondiale ai temi cibici e le nuove “lotte” ai cibi spazzatura.

Una mission che coinvolge anche le nuove generazioni, così come l’Istituto Alberghiero “Enzo Ferrari” di Battipaglia che ha gestito il Bufala Bar ed il Bufala Food, dove i prodotti della bufala l’hanno fatta da padrone, offrendo al pubblico gustosi menù degni di un temporary restaurant e chicche del gusto come il cappuccino di latte di bufala.

I NUMERI. Sono stati in 50 mila a visitare anche quest’anno il Bufala Village, confermando ancora una volta Eboli e Pianeta Bufala come un imperdibile appuntamento in cui ad essere protagonista è stato il buon gusto, una sana e corretta alimentazione e l’amore per il territorio. Ed ancora 5 quintali di mozzarella degustata e venduta, 130 mila i visitatori del sito di Pianeta Bufala in una sola settimana, 9 cooking show, 10 laboratori firmati da Slow Food, dalla FISAR e dall’Associazione Malti da Legare, 2 convegni, 5 concerti, una mostra.

Il turismo enogastronomico fa parte di quella fetta del settore che meno è stato toccato dalla crisi, l’unione di gastronomia eccellente e appuntamenti culturali conferma un trend che avanza e richiede sempre più attenzione.

La Piana del Sele, nota per le sue produzioni casearie ed ortofrutticole, può candidarsi a diventare una delle aree italiane più allettanti per i gastronauti, non solo italiani.

 LE ANTEPRIME. Al pubblico di Pianeta Bufala sono state regalate due gustosissime anteprime. La prima è firmata Sal De Riso, pasticcere/ambasciatore dell’intero territorio salernitano, che ha presentato al pubblico per la prima volta la sua “Mozzarella dolce”.

La seconda è firmata da Malvarosa Edizioni, che ha voluto riservare a Pianeta Bufala la prima presentazione (e probabilmente unica al Sud) del libro “Fornelli in rete”. Opera di 56 food-blogger che insieme propongono una cucina quotidiana, uscendo dalla rete ed approdando alla più tradizionale carta stampata.

I COMMENTI.Pianeta Bufala è una manifestazione con un grande valore culturale, uno dei più grandi meriti è parlare al grande pubblico. Non un’occasione per pochi di avvicinarsi al mondo agricolo ed enogastronomico, ma collettiva”, sottolinea Mario Miano, assessore all’agricoltura della Provincia di Salerno.

Possiamo davvero essere soddisfatti del lavoro svolto e del riscontro di pubblico” – sottolinea Attilio Astone, presidente dell’Associazione Puro Gusto. “Siamo riusciti, nonostante la crisi e le difficoltà, a mantenere alta l’attenzione e la partecipazione in 9 intense giornate. L’attività svolta con i bambini, inoltre, non ha fatto che evidenziare quanto ci teniamo a supportare e promuovere la cultura del mangiar sano e del prodotto a km 0”.

Il territorio ha bisogno di potersi unire e fare rete per affrontare il mercato, ed anche in questo Pianeta Bufala ha confermato la sua capacità di unire e proporre un’offerta corale e di qualità”, evidenzia Enzo Galiano, presidente di Intertrade Salerno.

 

 

Pianeta Bufala