Futuro energentico dell’Italia nero come il carbone

Petizione del Wwf per fermare la realizzazione di nuove centrali a carbone

Inserita da il 22 giugno 2012

“La visione di Governo e Ministero dell’Ambiente del nostro futuro energetico italiano è ancora ‘nera come il carbone’. Nell’arco di poche ore l’Italia ha incassato la sentenza del Consiglio di Stato che riapre i giochi per la riconversione a carbone della centrale termoelettrica di Porto Tolle, in provincia di Rovigo; il via libera da parte del Governo alla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per la costruzione di una nuova centrale a carbone a Saline Joniche, sulle coste di Reggio Calabria; oltre che un segnale di cedimento da parte del Ministero dell’Ambiente alle pressioni dei petrolieri sulle trivellazioni con la possibile riduzione del limite di 12 miglia dalle aree marine protette. Il tutto in netta contraddizione con quanto si sta discutendo in queste ore al Summit Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile “RIO+20”, in corso a Rio de Janeiro fino a domani 22 giugno, e al percorso intrapreso dal Ministero dell’Ambiente in Italia con presentazione lo scorso aprile del Piano di Riduzione delle Emissioni di Anidride Carbonica e degli altri Gas Serra, che avrebbe dovuto impegnare il Governo a predisporre misure volte a una progressiva decarbonizzazione, auspicabilmente coerente con la Roadmap europea”. E’ il bilancio tracciato dal WWF Italia sul futuro energetico e climatico dell’Italia, sulla base di alcuni significativi avvenimenti concentrati nelle ultimi 24 ore.

“La giornata di ieri ha evidenziato la singolarità del Governo e del Ministero dell’Ambiente italiano, sempre pronti a firmare VIA favorevoli all’apertura di centrali a carbone, anche se in altre sedi entrambe le istituzioni si erano espresse per lo sviluppo di tecnologie a basse emissioni di carbonio e alla definizione di una Strategia energetica nazionale in grado di razionalizzare la bilancia tra domanda e offerta di energia e, soprattutto, in grado instradare il nostro Paese verso un’economia a basso impatto ambientale. La delusione è aggravata dal fatto che proprio in questi giorni in Brasile si sta cercando di definire un futuro sostenibile per il nostro pianeta. È questo il contributo dell’Italia a questi sforzi? Che credibilità internazionale potremo mai avere al tavolo delle trattative?”.

“Le istituzioni, la lobby del carbone e le società coinvolte nel progetto sappiano una cosa: il WWF, che su http://stopcarbone.wwf.it ha avviato una petizione contro le centrali a carbone, continuerà insieme con le altre associazioni ambientaliste a impugnare queste decisioni anti-storiche e ancorate al passato in ogni sede” afferma Maria Grazia Midulla, Responsabile Policy Clima ed Energia del WWF Italia, che conclude “Per garantire un futuro a basse emissioni di carbonio e un’economia a basso impatto ambientale, l’Italia deve liberarsi del carbone e guardare alle rinnovabili e all’efficienza energetica. In una parola, al futuro.”

Wwf Italia