Leonardo da Vinci: The Missing Piece, ovvero la storia del furto della Monna Lisa dagli occhi di un regista americano

Intervista a Joe Medeiros, scrittore e regista americano, fin da piccolo appassionato. Finalmente realizza il sogno di una vita: girare un film sul furto della Gioconda

Inserita da il 16 giugno 2012

Leonardo da Vinci: The Missing Piece, ovvero la storia del furto della Monna Lisa dagli occhi di un regista americanoJoe Medeiros è uno scrittore di commedie americano. Della California, precisamente.
Ha esordito negli anni ’70 come scrittore di commedie, prima per alcune società, poi per la TV.
È stato anche produttore, regista, curatore della fotografia, degli effetti visivi, del sonoro. Insomma, un professionista delle arti visive polivalente.
E non si è risparmiato, nel corso della sua vita, ad approfondire i suoi interessi artistici: appassionato d’arte fin da bambino, è stato particolarmente affascinato dalla figura del genio italiano Leonardo da Vinci, di cui ha intrapreso uno studio, personale ed approfondito. E proprio durante le sue dilettevoli ricerche, fu incuriosito dal furto della Gioconda. ‘The Missing Piece: Vincenzo Peruggia and the Unthinkable Theft of the Mona Lisa’ – documentario su cui verterà l’intervista – è solo l’ultimo nato dell’autore della California. Il film parla appunto di questa snervante necessità di stendere le pieghe nelle quali si nasconde la verità del furto. Vincenzo Peruggia (decoratore italiano dei primi del ‘900, passato alla storia proprio per il famoso furto) rubò la Monna Lisa nel 1911. Un patriota? O più semplicemente un ladro?
Cordiale e gentile, il sig. Medeiros, non si è risparmiato nel rispondere alle domande, anche quando vertevano su temi più attuali. Lo ringrazio calorosamente per la gentilezza e per l’intervista stessa.

Lei ha lavorato per 21 anni come scrittore di commedie televisive e 16 come scrittore per dei talk show notturni. Come nasce il suo interesse per l’arte? Se ne era già occupato in passato? Da dove poi, in particolare, cresce l’interesse per questo particolare frangente di storia del famoso quadro di Leonardo?
“Io mi interesso d’arte fin da quando ero giovane, poiché avevo uno zio che era sia pittore che scultore. E sono sempre stato, oltretutto, interessato a Leonardo da Vinci.
Quando avevo 25 anni, lessi una recensione su Leonardo e riguardo al fatto che la Monna Lisa fosse stata rubata. Non ne ero mai venuto a conoscenza, così iniziai a fare diverse ricerche. Volevo scrivere una sceneggiatura a riguardo, in particolare sull’uomo che aveva rubato il dipinto. Ma non ne sapevo mai abbastanza”.

Qual è la domanda che l’ha tormentata e spinta a girare il film?
“Volevo sapere chi fosse Vincenzo Peruggia e perché rubò la Monna Lisa”.

Il suo passato da scrittore per commedie televisive quanto ha influito sull’esito finale?
“Non molto. Ma l’esperienza acquisita nel fare il produttore di piccole commedie mi ha aiutato a imparare a montare e modificare appropriatamente il mio film”.

Ci presenti il documentario: perché l’ha chiamato – tradotto in italiano – Il pezzo perduto? Cosa crede si nasconda dietro il furto della Monna Lisa?
“Ho chiamato il film ‘The Missing Piece’ perché ho sempre pensato che ci fosse un pezzo andato perduto della storia, ovvero: PERCHÈ Peruggia rubò il dipinto. Abbiamo provato e siamo riusciti a trovarlo, il pezzo perduto, nella nostra ricerca”.

Vincenzo Peruggia è passato alla storia come colui che rubò la Gioconda. Dato il periodo storico di forti tensioni politico-economiche in tutta Europa e la neonata Italia alla ricerca di una identità nazionale, lei crede che il gesto di Peruggia sia frutto di una mente criminale o di un idealista nazionalista?
“Peruggia disse di aver rubato la Monna Lisa perché credeva che tutta l’arte italiana risiedente nel Louvre fosse stata rubata da Napoleone. Io credo ci credesse. Ma credo non sia difficile pensare che lui stesso pensasse di poter ricevere una ricompensa la governo italiano. Sfortunatamente per lui la Monna Lisa non fu rubata dalla Francia: fu legalmente acquistata.
Io non credo lui fosse un criminale, né un patriota: lui era semplicemente un lavoratore che pensò di poter diventare ricco, insieme alla sua famiglia, riportando la Monna Lisa in Italia”.

Come ci è noto, il dipinto è stato trafugato tra la notte del 20 e la mattina del 21 agosto del 1911. Lei nel film ha cercato la verità dietro la scomparsa dell’opera. Crede di averla trovata?
“Veramente il dipinto fu rubato la mattina del 21 agosto 1911. Peruggia entrò al museo molto presto, dopo le 7.
Se credo di aver trovato la verità a riguardo? Ci sono solo due persone che sanno veramente cosa è successo: Peruggia e la Monna Lisa. Ma lui è morto e lei non può parlare”.

Celestina Peruggia, figlia di Vincenzo, le ha espressamente chiesto di scoprire il perché il padre rubò il dipinto, poiché il quesito l’ha tormentata fin da bambina e ne sarebbe voluta venire a capo prima di morire. Si è sentito eccessivamente caricato di responsabilità davanti alla richiesta?
Celestina non ha mai conosciuto il padre, che morì quando era piccolina.
Non le fu detto che egli rubò la Monna Lisa fino ai 20 anni. Lei pensò che lo fece per motivi patriottici. Nell’
Archivio di Stato a Firenze, io e la figlia di Celestina, Graziella, abbiamo scoperto delle lettere di Vincenzo Peruggia, il nonno. In esse lui fondamentalmente diceva che aveva progettato di fare una fortuna per la sua famiglia. Non viene menzionato il patriottismo. Ma lei è stata contenta lo stesso (Celestina, ndr) perché ciò che fece, lo fece per la sua famiglia”.

Si è divertito a girare il film? Ci sono stati molti problemi durante le ricerche e/o durante le riprese?
“Per me, fare questo film, è stato come un sogno che diventa realtà. Noi abbiamo potuto filmare nel Louvre e negli Uffizi nei giorni di chiusura. Eravamo gli unici in tutto il museo. La parte di più difficile è stata montare e editare il film poiché c’era troppo materiale. È stata un’impresa raccontare la storia e cercare di essere contemporaneamente divertenti”.

Vi sarà una proiezione del film qui?
“Abbiamo inviato il film ai festival in Italia e speriamo di essere selezionati. Vorremmo anche proiettare il film a Firenze, nel dicembre 2013 per il 100esimo anniversario in cui il dipinto tornerà qui”.

Cosa ne pensa dell’Italia (anche da un punto di vista politico), e cosa crede si dovrebbe cambiare?
“Non conosco abbastanza la politica italiana per rispondere alla domanda intelligentemente. Ma quello che posso dire è che, come tutti i paesi dell’Occidente, il problema è economico ed è particolarmente colpito l’inserimento nel mondo del lavoro dei giovani. Se sapessi come risolvere il problema, sarei stato un politico invece di un regista”.

Il 23 giugno sarà aperta la casa che diede i natali a Leonardo, con nuove attrezzature e visite guidate. Avremo il piacere di riaverla tra di noi?
“Mi piacerebbe incredibilmente esserci ma, sfortunatamente, i miei impegni non me lo permettono. Si spera che il mio film venga mostrato in Italia, allora potrei anche tornare e visitare la casa natale di Leonardo. Non ci sono mai stato”.