Mo te lo spiego a papà: come spiegare la vita ai propri figli attraverso un blog

Intervista a Francesco Uccello, un papà blogger

Francesco UccelloMo te lo spiego a papà!” Chissà quante volte da piccoli abbiamo sentito i nostri padri pronunciare questa frase. Quanti perchè frullano nella testa dei bambini sempre più desiderosi di crescere e di sapere. E quanti perchè sono rimasti senza una risposta? Non sempre è facile spiegare le cose ai bambini di fronte alle cui domande talvolta i genitori restano a bocca aperta. E allora perchè non dare loro un aiuto? A questo ci ha pensato Francesco Uccello che con il suo simpatico blog dal titolo “Mo te lo spiego a papà”, cerca di dare una mano a tutti quei genitori in difficoltà.

Prima di parlarci del tuo blog, ci racconti un po’di te?

Io mi chiamo Francesco Uccello, ho 39 anni e sono papà di due bambini, Davide e Dario. Il più grande ha quasi cinque anni mentre Dario ne ha tre e mezzo. Sono sposato con Stefania e abitiamo nella zona orientale di Napoli. Sono laureato in lettere e sono anche un educatore. La mia principale occupazione è quella di essere socio di una cooperativa sociale che si occupa di infanzie e adolescenza nelle zone di Napoli e provincia. Da circa 15 anni svolgo questo lavoro a contatto con i ragazzi, sia quelli più difficili che non, e per questo ho anche affinato la capacità di comunicare con i più piccoli. E’ un allenamento che svolgo da tempo e tramutarlo, poi, in scrittura è nato dal fatto di unire la nascita dei miei figli con il lavoro che svolgo”.

Davide e Dario  Mo te lo spiego a papà, un blog per dare spiegazioni e risposte ai tuoi figli, come nasce l’idea?

L’idea nasce perchè nei primi anni di vita i bambini rivolgono tante domande. Essendo maschietti e avendo questo rapporto più forte con la mamma, le domande, spesso, sono rivolte a lei. Mia moglie, un po’ perchè indaffarata, un po’ perchè meno avvezza a dare spiegazioni, un po’ per rendere me sempre più partecipe, ha sempre detto ‘Andate da papà che ve lo spiega lui’. E così è nata questa frase per il Blog. Ma poi anche per l’esigenza di parlare un po’ di quello che accadeva in famiglia, del rapporto con i bambini, in maniera leggera”.

Quali sono le domande più frequenti che ti vengono poste e soprattutto quanto è difficile rispondere alle domande dei bambini?

Non è mai facile rispondere alle domande dei bambini. In genere evito di rispondere di getto. Sia che si tratti di una scrittura che di una spiegazione reale. Per i ragazzi coi quali lavoro cerco di trovare esempi, metafore che possano fare al caso, adattare parole in un linguaggio molto semplice e quindi provare a dare una spiegazione. I miei figli pongono domande riguardo tutto ciò che vivono intorno a loro, pertinenti alle situazioni che hanno vissuto. Altre volte si tratta di domande che nascono di getto, tipo: ‘Come si fanno i bambini? Come nasce un fratellino?’ Domande riferite al “genere”. Anche perchè loro non avendo sorelline, osservano molto la mamma. Inoltre, siamo tre maschi in casa e quindi per loro è quasi normale che rivolgano più domande relative alla sessualità. In generale le domande sono varie, e riguardano tutto ciò che viviamo. Se facciamo una passeggiata, magari notano qualcosa e pongono domande sul perchè di quella cosa, o andiamo fare un pic nic e notando alcune radici chiedono perchè ci sono e che cosa sono”.

Quali sono, a tuo avviso, le tematiche che andrebbero affrontate di più e in maniera più approfondita?

Credo che non ci sia una tematica in particolare. Sicuramente vale sempre la pena di parlare con i propri figli. E’ dall’ascoltare una spiegazione o un racconto che il bambino è stimolato, apprende il linguaggio. Il dialogo, dunque, secondo me, è molto importante. Riguardo le tematiche credo che vada spiegato sempre un po’ tutto quello che accade, ad esempio, nella sfera familiare, del tipo ‘Perchè mamma e papà litigano’. Così come vanno spiegati argomenti inerenti la sfera sessuale, o vada spiegato tutto ciò che accade in televisione o per strada. L’importante è che la comunicazione avvenga con parole semplici e adatte all’età”.

Che cosa significa essere genitori oggi?

Io faccio spesso il confronto con i miei genitori. Forse ogni generazione dice che è più difficile crescere bambini. Mia mamma non lavorava, invece per noi è diverso perchè lavoriamo entrambi. Non c’è molto tempo per stare con i figli i quali vengono cresciuti dalla comunità: i nonni, la scuola, le attività pomeridiane. Però bisogna dire anche che, in tal modo, è penalizzata la relazione con i genitori. Ad esempio diventa più difficile la gestione soprattutto nel week end. I bambini hanno più bisogno di stare con i genitori. Canalizzando tutto nel fine settimana, diventa più difficile stare con loro. I bambini mostrano quasi un attaccamento morboso e hanno una richiesta di cose da fare. I genitori non sono abituati a trascorrere molto ore con loro durante la settimana, quindi, oggi, gestire il proprio tempo con i bambini è più difficile”.

Cosa ne pensa tua moglie del tuo progetto?

Lei è molto contenta del blog. Credo che non si aspettasse l’evoluzione che ha avuto. Io ho sempre avuto la passione per la scrittura. In passato ho scritto un libro per ragazzi, ma ho usato questo stile di racconto anche per le altre cose che facevo. Anche con i miei soci di cooperativa ho sempre scritto racconti divertenti rispetto alle situazioni che affrontavamo nel lavoro e tra di noi. Quindi, è stato per me un mettere a punto questo tipo di scrittura. Lei, inizialmente, ha considerato questo blog allo stesso modo mio, come uno sfogatoio. Adesso è un progetto che approva a pieno titolo, anche perchè è la mia prima lettrice. Non pubblico un post se lei non mi ha dato il consenso. Inoltre, il mio blog, ultimamente, ha ottenuto un maggior numero di visite, di contatti”.

Come è strutturato il blog?

Il blog comprende due-tre racconti settimanali a seconda di quello che accade durante la settimana, o delle domande che i bambini mi pongono su un evento accaduto, magari in paese. Io lo prendo a pretesto per poter scrivere il racconto. Spesso lo scritto è sotto forma di dialogo tra me e il bambino. La caratteristica è che il racconto è un dialogo che può nascere in tutte le famiglie che hanno bambini Il mio blog è aperto a qualsiasi tipo di commento. Alla fine ci sono dei post dove si può commentare. Da qui ne nasce uno scambio di idee con gli utenti. C’è un indirizzo e mail per chi vuole suggerire un argomento. Inoltre c’è anche una pagina Facebook dove si può, eventualmente, commentare, condividere immagini. Settimanalmente ho anche uno spazio su un altro sito che si chiama “Style.it”, legato alla moda e allo stile, dove “mo te lo spiego a papà” risponde alle domande e alle curiosità in maniera leggera”.

Da papà ad altri papà: un consiglio.

Io, per scelta, non dò consigli. A differenza dei siti che ci sono in giro che perlopiù sono siti gestiti da mamme, dove consigliano come fare e come non fare, io questa pratica l’ho esclusa a priori. Un po’ perchè non mi sento all’altezza, un po’ perchè per me era soltanto la condivisione di alcuni pensieri sparsi e quindi la voglia di scherzarci sopra. Ci sono momenti della giornata e della propria vita con i propri figli dove diventa molto dura e a volte hai anche voglia di evadere. Scegliendo di non andar via, scelgo di raccontarlo in maniera leggera. Quindi l’unico consiglio è di provare a sdrammatizare i momenti molto pesanti con i bambini, dovuti ad un capriccio, o alla tensione mamma- papà- figlio perchè non si è d’accordo su qualcosa. Provare ad usare l’umorismo per smontare la tensione magari provocata da una intensa giornata di lavoro. Dunque, l’arma vincente potrebbe essere:”Proviamo a creare il diversivo ridendo!”

www.motelospiegoapapa.it

 

 

 

 

Inserita da il 15 giugno 2012