Oggi 29 giugno la Chiesa commemora i Santi Pietro e Paolo

Gli apostoli Pietro e Paolo sigillarono con il martirio a Roma, verso l'anno 67, la loro testimonianza al Maestro

Inserita da il 29 giugno 2012

Oggi 29 giugno la Chiesa celebra i Santi Pietro e Paolo. Entrambi apostoli, furono due figure fondamentali per la storia della Chiesa del primo secolo. Pietro, nato in Galilea, era un pescatore. Fratello di Andrea, divenne apostolo di Gesù dopochè questi lo chiamò presso il lago di Galilea, e dopo avere assisitito alla pesca miracolosa. Da sempre tra i discepoli più vicini a Gesù, fu l’unico a seguire il Maestro presso la casa del sommo sacerdote Caifa e fu costretto anch’egli alla fuga dopo averlo rinnegato per tre volte. Fu tra i più intraprendenti e certamente il più impulsivo degli Apostoli, per cui ne divenne il portavoce. Si narra di lui come un uomo schietto e semplice, ma che agiva d’impeto come quando cercò con la spada, di opporsi alla cattura di Gesù.

Morì tra il 64 e il 67 durante la persecuzione anticristiana di Nerone. San Pietro è l’apostolo investito della dignità di primo papa da Gesù Cristo stesso: “Tu sei Pietro e su questa pietra fonderò la mia Chiesa”. Pur non essendo stato il primo a portare la fede a Roma, ne divenne insieme a s. Paolo, fondatore della Roma cristiana. E’ patrono dei papi e dei pescatori.

Paolo, invece, era originario di Tarso; prima persecutore dei cristiani, incontrò il Risorto sulla via tra Gerusalemme e Damasco. Ebreo di nascita, si convertì al cristianesimo. Secondo la tradizione, mentre era in viaggio per Damasco, all’improvviso lo avvolse una luce dal cielo e cadendo a terra udì una voce che gli diceva: «Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?». Rispose: «Chi sei, o Signore?». E la voce: «Io sono Gesù, che tu perseguiti! Orsù, alzati ed entra nella città e ti sarà detto ciò che devi fare». Gli uomini che facevano il cammino con lui si erano fermati ammutoliti, sentendo la voce ma non vedendo nessuno. Saulo si alzò da terra ma, aperti gli occhi, non vedeva nulla. Così, guidandolo per mano, lo condussero a Damasco, dove rimase tre giorni senza vedere e senza prendere né cibo né bevanda.  Dopo questa folgorazione-rivelazione-chiamata Paolo si recò a Damasco e ricevette il battesimo da un giudeo-cristiano di nome Anania, riacquistando la vista.

Morì decapitato, durante la persecuzione di Nerone, presso le Aquæ Salviæ, poco a sud di Roma, probabilmente nell’anno 67 d.C. E’ Patrono dei cordai, cestai, giornalisti, missionari, rover, vescovi, e di alcuni Stati e città: Brasile, Grecia, Roma e Malta.

Paolo è considerato una figura particolarmente ricorrente nell’arte cristiana. È stato raffigurato in affreschi, dipinti, mosaici, miniature, icone, statue, bassorilievi, vetrate. Ricordiamo la Conversione di San Paolo del Caravaggio e il Battesimo di san Paolo da parte di Anania, dipinto di Pietro da Cortona

Gli apostoli Pietro e Paolo sigillarono con il martirio a Roma, verso l’anno 67, la loro testimonianza al Maestro.