Regioni e Province autonome rifiutano la proposta del governo sugli organici del personale docente

Le Regioni e le Province autonome danno parere negativo allo schema di decreto del ministro dell'Istruzione sulle disposizioni che riguardano la determinazione degli organici del personale docente per l'anno scolastico 2012-2013

Inserita da il 11 giugno 2012

Regioni e Province rifiutano i piani del governo per l’a.s. 2012/2013, ma apprezzano però la nuova prospettiva aperta dal ministero ”orientata ad individuare una soluzione condivisa per il futuro”. A scriverlo sono i governatori in un documento approvato nel corso dell’ultima seduta della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.

Fa eccezione la Regione Sardegna, che esprime parere favorevole al decreto. Il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, aveva da tempo sollecitato il ministero ad attivare un tavolo di lavoro comune nel quale poter affrontare il delicato problema relativo ai criteri di riparto degli organici che ad oggi ”non corrispondono ad una logica di piena responsabilità dei livelli regionali nè rappresentano leve verso comportamenti virtuosi da parte delle Regioni e degli enti locali”.

I governatori, nel documento, danno atto al ministero “di aver risposto positivamente a questa sollecitazione attraverso la riapertura di un confronto politico per l’attuazione del titolo V della Costituzione, all’interno del quale è messa a tema anche la definizione di nuovi criteri di riparto degli organici tra Regioni”. Infine, sul merito del decreto, i presidenti delle Regioni fanno notare che è “grave e strutturale il problema legato alle scuole dell’infanzia per le quali si prevede, alla tabella A, una riduzione di 167 docenti” mentre si apprezza quando deciso in merito agli insegnanti di sostegno: “finalmente si afferma che devono esser correlati all’effettiva presenza di alunni disabili”.