Francesco Schettino, colpevole o innocente? A Quinta Colonna la sua verità

“Bugie imbarazzanti” secondo il procuratore capo di Grosseto

Dopo il silenzio di questi ultimi mesi, Francesco Schettino, il comandante della Costa Concordia, ha deciso di raccontare la sua verità durante un’intervista a Quinta Colonna, il programma di Salvo Sottile in onda su Canale 5. La nave da crociera si inabissò lo scorso 13 gennaio davanti all’isola del Giglio e durante il naufragio persero la vita 32 persone. Una tragedia di rilievo internazionale per la presenza a bordo di molti turisti stranieri e che ha diviso l’opinione pubblica in due parti: “ Schettino colpevole o innocente?” Il naufragio della Costa Concordia è stato un tragico incidente o tutta colpa di un comandante scellerato, come è stato definito Schettino dal procuratore capo di Grosseto?

Intanto l’ex comandante della Costa Concordia comincia la sua intervista chiedendo scusa.
”E’ normale che io debba chiedere scusa, quindi è normale che io debba chiedere scusa, proprio come rappresentante di questo sistema, a tutti”. E’ quanto ha detto definendosi ”vittima di tutto questo sistema”. Alla giornalista che gli chiede se pensa di dover chiedere scusa per il naufragio della Concordia, Schettino risponde: ”Certamente, perchè io non pensavo mai potesse accadere una cosa del genere, va al di là di ogni intenzione di voler fare qualcosa del genere. Nell’incidente non solo viene identificata la nave, l’azienda, viene identificato il comandante”.

”Il mio cordoglio, il mio affetto piu’ sincero va alle persone che purtroppo non ci sono più – continua Schettino – Il danno economico sicuramente ci sta, i danni sono per le perdite, per le persone che sono state colpite nei loro affetti e alla fine sicuramente per l’azienda e per il comandante della nave, che poi è stato vittima di tutto questo sistema, questa cosa che è successa, che è un sentimento indescrivibile, è ben minore dell’affetto di una madre che perde una bimba. Sicuramente, è incommensurabile. Però la perdita della nave per un comandante è qualcosa per cui non esiste un metro di dolore”. Quando gli viene chiesto della morte della piccola Daiana Arlotti, Schettino risponde quasi con le lacrime agli occhi che preferisce non parlarne: ”Questa è una domanda che mi distrugge, è terribile”.

“Questo è un incidente banale – ha detto poi Schettino – nel quale la fatalità ha trovato breccia proprio nell’ interagire tra esseri umani. Si è creato credo, di base, un malinteso e proprio per questo c’é la rabbia. E’ come se tutte le teste, compresi gli strumenti, fossero andati in black-out”. “In quel momento lì io sono salito sul ponte – racconta Schettino – ho ordinato la navigazione manuale e non avevo io il comando, la direzione della navigazione era dell’ufficiale”. Poi aggiunge “mi faccio la colpa di essere stato distratto e che quella distanza come di routine doveva essere riportata, perché chiunque osservi al radar una situazione di eccessiva vicinanza deve per forza farlo presente”.

Tutta colpa dell’inchino?
E proprio riguardo l’inchino della nave da crociera Schettino spiega così: “Io non volevo sfidare nessuno, abbiamo programmato una navigazione a mezzo miglio e basta, quindi mezzo miglio per me era una distanza accettabile per fare un saluto, altrimenti non l’avrebbero manco visto, manco sentito sto benedetto saluto. “ C’è una differenza tra un inchino e un passaggio, quello doveva essere un passaggio ravvicinato all’isola, perchè – sottolinea l’ex comandante delkla Costa Concordia – in caso di inchino noi generalmente, si riduce la velocità, si va a distanza ravvicinata, si scelgono le carte giuste per fare l’inchino ad una certa distanza da terra, se fosse stato programmato un vero e proprio inchino, non sarebbe successo perfettamente niente”.

Ma la verità di Schettino non convince il procuratore capo Grosseto, Francesco Verusio, che definisce le sue parole solo “bugie imbarazzanti”. In una dichiarazione riportata da La Stampa si è detto “sconcertato e imbarazzato” per la versione dell’incidente fornita in tv da Schettino. “Lui – ha dichiarato Verusio – conosce bene la verità, perché gli atti, depositati dal gip, sono anche nelle sue mani. Testimonianze, registrazione di ciò che avvenne in plancia: tutto dimostra quali sono le sue responsabilità. Ed è tutto a sua conoscenza. E poi, suvvia, all’indomani dell’arresto ammise ‘d’aver fatto una cazzata e ora si dipinge come il comandante perfetto che non è pentito di nulla. Da non crederci!”

Inserita da il 11 luglio 2012