Italia, vendemmia: un business da 8,5 mld

Oltre 1,2 milioni di persone occupate anche grazie all'utilizzo dei voucher

Inserita da il 9 agosto 2012

Con l’inizio della vendemmia in Italia è al via un business che vale 8,5 miliardi e che dà occupazione a 1,2 milioni di persone.
E’ quanto afferma la Coldiretti in occasione dell’avvio delle attività di raccolta delle uve in Franciacorta, destinate alla produzione dell’omonimo spumante, con la quale è iniziata la vendemmia 2012.
Le uve chardonnay nella zona del Franciacorta – sottolinea la Coldiretti – sono le prime a essere vendemmiate, mentre le ultime dovrebbero essere quelle di Aglianico e Nebbiolo.
La metà del fatturato viene realizzata grazie all’export, dove il vino rappresenta oggi la prima voce nel settore agroalimentare.
Dopo aver superato quota 4,4 miliardi di euro nel 2011, con un aumento del 12 per cento rispetto all’anno precedente, il successo del vino italiano sulle tavole straniere – rileva la Coldiretti – sta continuando anche nel 2012, con un aumento del 6 per cento in valore fatto registrare nei primi quattro mesi dell’anno.

La vendemmia 2012 – ricorda la Coldiretti – coinvolgerà 650mila ettari di vigne e oltre 250mila aziende vitivinicole dando opportunità occupazionali sia per le persone impegnate direttamente in vigne, cantine e nella distribuzione commerciale, sia per quelle impiegate in attività connesse e di servizio.
Secondo una ricerca di Coldiretti, per ogni grappolo di uva raccolta si attivano ben diciotto settori di lavoro dall’industria di trasformazione al commercio, dal vetro per bicchieri e bottiglie alla lavorazione del sughero per tappi, continuando con trasporti, accessori, enoturismo, cosmetica, bioenergie, ecc.

Ma la vendemmia – sottolinea Coldiretti – rappresenta anche una chance lavorativa importante per immigrati e giovani anche grazie allo strumento dei voucher, i buoni lavoro introdotti per la prima volta proprio in agricoltura in occasione della campagna di raccolta delle uve dell’agosto 2008.
Da allora ne sono stati utilizzati complessivamente circa 2 milioni solo per i lavoratori del settore vitivinicolo, che ne risultano essere i principali utilizzatori.

Secondo una stima Coldiretti, la produzione 2012 sarà contenuta del 10 per cento rispetto alla media storica tra i 40 ed i 43 milioni di ettolitri anche se il livello qualitativo delle produzioni vinicole si annuncia tra il buono e l’ottimo.
Considerando che lo stato fitosanitario dei vigneti è decisamente migliore rispetto allo scorso anno e che in molte zone è stata evidenziata una sensibile riduzione degli attacchi di fitopatie (peronospora, oidio, tignola), le uve risultano sane, anche se bisognerà attendere le prossime settimane per capire se la siccità potrà causare ulteriori problemi.

Va peggio, invece, in casa francese, dove grandine e problemi di carattere fitosanitario potrebbero portare a un crollo dei quantitativi di vino, e la stessa situazione si registra in Spagna, dove a preoccupare è la siccità. L’Italia – conclude la Coldiretti – sottolinea Coldiretti, vanta oggi un patrimonio di 329 vini Doc, 70 Docg, 118 Igt; per un totale di 517 denominazioni di origine.

 

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