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Il libro della settimana – Primus, l’uomo che sognava di vivere

Il mondo descritto da Massimo Valentini in Primus, l’uomo che sognava di vivere, sfiora per tecnica e maestria i romanzi Fantasy più sofisticati

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Primus, l’uomo che sognava di vivere - Massimo Valentini
Primus, l’uomo che sognava di vivere - Massimo Valentini

L’ultimo libro di Valentini ha un titolo importante: “Primus, l’uomo che sognava di vivere”.
Un romanzo che segue le sue suggestive raccolte di chiara matrice Fantasy come “Gabbiani delle Stelle” e “Sulle ali di Althaira”.
Diversamente da queste, però, “Primus” è un libro davvero particolare e oserei dire nuovo nel panorama nazionale. Non è un Fantasy propriamente detto, non è, a ben guardare, Fantascienza, e neanche un romanzo appartenente al cosiddetto genere “mainstream”.
Questo suo essere “non schematico” è un dettaglio che salta all’occhio dopo aver sfogliato le prime due/tre pagine e che tuttavia differenzia l’opera dalla moltitudine di libri che ormai sempre più spesso si trovano in libreria. Non è cosa da poco.

La storia è potente e vede un uomo che cade in un vortice di irrealtà assistendo alla letterale dissoluzione del suo mondo. Non soltanto: da questa dissoluzione scopre che la sua esistenza è solo finzione, una sorta di sogno, da qui il titolo del romanzo.
Inquietante. Questa è una delle sensazioni che si provano leggendo questo libro. Lo stile è quello consueto valentiniano. Fotografico, con descrizioni dettagliate e precisissime e un lessico di rara bellezza visiva.
Il mondo descritto da Massimo Valentini, oltre che per la singolare seduzione di alcune scene – una su tutte quella della bizzarra Città dei Fantasmi abitata da esseri-ombra – sfiora per tecnica e maestria i romanzi Fantasy più sofisticati. Praticamente perfette l’immagine dell’oceano illuminato di rose e immerso in un paesaggio da incubo e le teorie filosofiche che Valentini ha usato come idea centrale della vicenda.

Un romanzo chiaramente sofisticato e complesso ma che, ed è questa la straordinarietà dello stile usato, riesce leggibile da chiunque senza alcuna perdita di informazioni. Spulciando in Internet si scopre che nessuno sa come catalogare questo libro. Sembra insomma che il buon Valentini potrebbe aver inventato un genere nuovo, forse di derivazione Fantasy. Risultato notevole, se si pensa che noi tutti siamo “ancora” a libri molto più “comuni” di questo “Primus”. Il fatto poi che sia un romanzo lungo, 392 pagine ad essere precisi, non deprezza il piacere di leggerlo grazie alla potenza di uno stile assolutamente efficace.

A voler proprio trovare un difetto la caratterizzazione di alcuni personaggi, per fortuna solo secondari, che potevano forse essere descritti meglio e un’eccessiva precisione. Quest’ultimo aspetto, se da una parte guarda con favore alla costruzione di un mondo incredibilmente variegato dall’altra potrebbe risultare alquanto complesso a chi non sia un fanatico di libri.

Per il resto “Primus, l’uomo che sognava di vivere” è un romanzo che ben figura accanto ai classici del genere, a partire da quelli del celeberrimo Philip K Dick di cui Valentini, forse come omaggio, ha appuntato una frase tratta da “Un oscuro scrutare” come distico del prologo.

Sofia Mari

2 COMMENTI

  1. Un romanzo di grande efficacia. Bella la trama e deliziosi i paesaggi. Rivoluzionario

    Lara sestii

  2. Stupendo romanzo. La vera alternativa ai tanti libri Fantasy che affollano ormai le librerie. Consigliatissimo!

    Lorenzo

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