San Ciro, il santo del giorno

San Ciro è patrono dei medici e dei chirurghi

San CiroOggi 31 gennaio la Chiesa celebra San Ciro martire in Egitto nel IV secolo. Il suo nome deriva dal persiano «korus», significa «colui che è potente e forte».

Scarse e frammentarie sono le notizie che si hanno su di lui. Si narra che nacque nel III sec da una famiglia cristiana intorno all’anno 250 ad Alessandria d’Egitto, e studiò medicina nella sua città. Fu proprio durante l’esercizio della sua professione che egli riuscì a convertire molti pagani al cristianesimo. Perseguitato, si ritirò nel deserto, dove condusse vita monastica: si spiega così l’appellativo di “Abba Ciro”, cioè “padre Ciro”, nome che veniva dato ai monaci.

Nel deserto dove si dedicava alla preghiera, alla penitenza e in solitudine, egli accoglieva il popolo che si rivolgeva a lui per ottenere la guarigione non più con le medicine e con la pratica medica, ma soprattutto con l’intercessione della preghiera. Così la sua fama di taumaturgo si diffuse per tutto l’Egitto ed oltre.

Un giovane soldato siriano, di nobile famiglia, di nome Giovanni, abbandonata la vita militare si recò un giorno a Gerusalemme in pellegrinaggio, e in quel luogo udì parlare di Ciro. Partì subito per l’Egitto, raggiunse Abba Ciro nel deserto e divenne suo discepolo, conducendo anch’egli vita monastica.

Nel 303 si abbatté sulla Chiesa la persecuzione più violenta e più sanguinosa di tutti i tempi, che dette a quel periodo, durato un triennio. Diocleziano intensificò la persecuzione contro i cristiani destituendo dei loro diritti civili, arrestati, e qualora non abiurassero la propria fede, torturati e condannati a morte- Tra questi ci furono anche Ciro e Giovanni. Si tramanda che San Ciro sia stato immerso nella pece bollente e che, essendo sopravvissuto a questo supplizio, sia stato decapitato. Il martirio avvenne il 31 gennaio 303.

Intorno al X secolo le spoglie dei martiri furono portate a Roma da due monaci, Grimaldo e Arnolfo.

Successivamente, nel 1600, le reliquie furono traslate a Napoli ad opera del cardinale Francesco Sforza e collocate nella chiesa del Gesù Nuovo.

Verso il 1675 giunse a Napoli, nella residenza dei gesuiti, S.Francesco de Geronimo, che nella sua predicazione mise di nuovo in auge il culto dei santi martiri Ciro e Giovanni. Ne chiuse alcune reliquie in una teca d’argento, e nelle predicazioni e missioni popolari se ne serviva per benedire e segnare gli ammalati. Gli effetti furono strabilianti: si ottenevano guarigioni di ogni genere e anche gli animali e i raccolti ne beneficiavano.

San Ciro è patrono dei medici e dei chirurghi, di Portici, Vico Equense, Nocera Superiore, Grottaglie, e Marineo.

NOVENA A SAN CIRO

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

O ammirabile San Ciro, che dalla medica vostra arte non vi serviste se non per acquistare anime a Cristo, illuminando gli uomini con le vostre parole a riconoscere i loro vizi e la vanità degli idoli; vi supplichiamo che dal cielo continuiate con la vostra intercessione a sciogliere le anime nostre dai lacci delle passioni e del peccato, e a liberarci dalle disgrazie di ogni genere, o quando così piaccia alla Divina Provvidenza di mandarcele, e ottenerci che sappiamo usarne a salute dell’anima nostra.

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre

O glorioso San Ciro, che, ritirato nel deserto, affine di prepararvi al martirio, diventaste modello di anacoreta, attraendo col profumo delle vostre virtù il Santo Martire Giovanni a seguirvi, onde poi uscendo per stimolo di carità, per sorreggere cioè la costanza delle sante Teotiste, Teodota, Eudossia con la loro madre Atanasia, meritaste di precederle per la via di atroci tormenti al Paradiso; ottienici la grazia che, dispregiando i beni di questa terra, riguardiamo le sociali professioni come mezzo per fare del bene al prossimo e ci guadagniamo il cielo.

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre

O eroico campione della fede San Ciro, chi non ammirerà in Voi l’invitta fortezza onde impavido tolleraste l’ira dei più spietati tiranni per conservare il tesoro inapprezzabile della fede; per i tanti e segnalati vostri meriti, otteneteci dal buon Dio lume per conoscere e apprezzare al pari di Voi la eccellenza di detta virtù. Voi vedete la deficienza ai nostri giorni di forti caratteri e di tempre veramente e profondamente cristiane! Crudeli persecutori non mancano che tutto tentano per strappare Gesù dalla società e dalle famiglie e dal cuore degli individui. Fateci la grazia di saper anche noi resistere intrepidi alle lusinghe come alle minacce, dove si tratti della fede e della coscienza. Così sia.

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre

 

 

Inserita da il 31 gennaio 2014