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Dalla Sapienza nuova tecnica per individuare tumori testicolari

Con nuova tecnica ecografica a mezzo di contrasto, individuate alcune forme di tumori e lesioni testicolari della grandezza di pochissimi millimetri

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Si va avanti a piccoli passi nella ricerca scientifica sui tumori, ma si va avanti. Come nel caso della recente scoperta da parte di un team di ricercatori della Sapienza di Roma, che ha individuato alcune forme di tumori e lesioni testicolari della grandezza di pochissimi millimetri. Proprio le loro dimensioni ne impedivano l’emergere soltanto tramite la normale palpazione. I ricercatori della Sapienza, invece, sono riusciti ad individuarli, usando una tecnica ecografica a mezzo di contrasto.

Lo studio, che di recente è stato pubblicato sull’edizione online di Radiology, ha ottenuto risultati importanti.
Sono stati selezionati 115 pazienti. Tutti sono stati sottoposti a normale visita andrologica presso il policlinico universitario Umberto I e si è riscontrato che, mentre alla palpazione non risultavano alterazioni apprezzabili, la tecnica ecografica a contrasto è riuscita a scovare 44 tumori maligni con una percentuale del 38%, 42 tumori benigni con una percentuale del 37% e 29 lesioni non neoplastiche con una percentuale del 25%.

Andrea Lenzi, direttore della sezione di Fisiopatologia medica del dipartimento di Medicina Sperimentale e coordinatore della ricerca in questione ha spiegato così la missione: “il nostro è il primo lavoro ad applicare l’ecografia con mezzo di contrasto nella diagnosi differenziale delle lesioni testicolari. La diagnosi precoce resta lo strumento più valido per la lotta ai tumori testicolari che sono relativamente rari, rappresentando circa l’1-1,5% di tutti i tumori maschili, ma sono invece divenuti la neoplasia maligna più frequente negli uomini giovani fra i tra i 15 ed i 40 anni. Dagli anni ’60 registriamo un aumento della frequenza di tumore testicolare di circa il 50%. La nostra casistica dimostra che la diagnosi precoce permette di individuare lesioni anche molto piccole, impossibili da scoprire con la palpazione, ma anche che si può stabilire se tali lesioni siano maligne o no. Questo ci consente di indirizzare il paziente verso una chirurgia conservativa senza eliminare il testicolo con grande beneficio per il paziente, sia in termini psicologici che di preservazione della fertilità”.

Lo studio ha visto la partecipazione dei centri di Endocrinologia e andrologia, Radiologia, Urologia e Chirurgia generale.