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Maxi operazione contro la ‘ndrangheta

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Nel corso della mattinata del 28 gennaio, migliaia di Carabinieri sono stati impegnati in una maxi operazione contro la ‘ndrangheta, che ha interessato diverse regioni dal nord al sud del Paese e in particolare: Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Veneto, Calabria e Sicilia.

L’operazione ha portato per ora alla disposizione di centodiciassette arresti da parte della magistratura di Bologna, mentre altri 46 provvedimenti sono stati emessi dalle procure di Catanzaro e Brescia, per un totale di ben centosessanta arresti.

L’inchiesta, denominata “Aemilia”, è stata coordinata dalla procura distrettuale antimafia di Bologna, che ha ottenuto dal gip un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 117 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, estorsione, usura, porto e detenzione illegali di armi, intestazione fittizia di beni, reimpiego di capitali di illecita provenienza, emissione di fatture per operazioni inesistenti ed altro. Tutti i reati elencati sono stati commessi con l’aggravante di aver favorito l’attività dell’associazione mafiosa.

I 46 provvedimenti di fermo, invece, emessi dalle procure di Catanzaro e Brescia riguardano gli stessi reati, ma in inchieste collegate. Complessivamente lo schieramento di Carabinieri impiegati nelle operazioni è stato imponente e il tutto si è svolto con l’ausilio di elicotteri, arresti e perquisizioni.

In Emilia Romagna, secondo quanto sottolineano gli investigatori, la ‘ndrangheta ha assunto una nuova veste e colloquia con gli imprenditori locali.

Come spesso accade, tra gli arrestati anche nomi noti o comunque dal profilo istituzionale come Giuseppe Pagliani di Forza Italia, consigliere comunale di Reggio Emilia. Il consigliere è stato prelevato dai Carabinieri nella sua abitazione di Arceto di Scandiano.

E sono coinvolti anche i fratelli del boss Nicolino Grande Aracri. Domenico Grande Aracri, che è un avvocato penalista, è stato arrestato in esecuzione di una delle 117 ordinanze di custodia cautelare emesse su richiesta della Dda di Bologna, mentre Ernesto Grande Aracri è uno dei destinatari dei 37 provvedimenti di fermo emessi dalla Dda di Catanzaro.

Dall’inchiesta è emersa la diffusione capillare in Emilia Romagna, ed in parte della Lombardia e del Veneto, delle attività della cosca di ‘ndrangheta dei Grande Aracri, sotto il diretto controllo e la guida di Nicolino Grande Aracri, con infiltrazioni in molteplici settori economici ed imprenditoriali.

 

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