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La realtà supera la fantasia grazie alla tecnologia

Guanto e occhiali per vivere nella realtà quello che finora ci ha mostrato la fantasia; dalla realtà virtuale alla realtà cinematica

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Fantasia e tecnologia, falcor la storia infinita

C’era una volta la fantasia, poi arrivò la tecnologia. Sebbene a primo impatto sembrerebbe che una non escluda l’altra, oggi forse sta per succedere e, ovviamente, a farla da padrona è la seconda, ovvero la tecnologia.

Guanto e occhiali per vivere nella realtà quello che finora ci ha mostrato la fantasia.

Fantasia tangibile grazie alla tecnologia tramite occhiali e guanto

La fantasia, infatti, diventerà tangibile grazie all’uso di un guanto e un paio di occhiali, almeno secondo l’immaginario dei visionari di Magic Leap, la start-up su cui ha puntato anche Google con un investimento di oltre mezzo miliardo di dollari.

Un mondo popolato da draghi volanti e panorami che si aprono nel chiuso di una stanza; tastiere immateriali con cui scrivere su schermi immateriali; supermercati che diventano set di videogiochi per bambini; pareti che si arredano con quadri e poster in base a ciò che trasmette la tv: tutto questo, finora, al massimo l’abbiamo visto nei film di fantascienza ma, grazie alla tecnologia, adesso riguarda la nostra vita reale intrisa di realtà comunque virtuale e aumentata.

Il tema della realtà aumentata, d’altronde, è di grande attualità ma, del lavoro di Magic Leap (società nata a Hollywood) si sa ancora poco, se non che è convinta sia “ora di riportare la magia nel mondo”, come si può leggere nella scritta a caratteri cubitali sul suo sito.

Il brevetto, non servirebbe neanche dirlo, è stato registrato negli Stati Uniti e, giusto per farsi una prima idea, le immagini depositate mostrano un paio di occhiali, con sistema di proiezione a fibre ottiche, insieme ad un guanto tattile che rileva i movimenti e consente di interagire con quanto visualizzato. Fin qui tutto bello ma nulla di nuovo.

La realtà cinematica di Magic Leap

La visione di Magic Leap, però, si spinge ancora oltre e propone una nuova forma di realtà virtuale, chiamata “realtà cinematica”. Le illustrazioni dei brevetti mostrano, infatti, schermi che si aprono su pareti e pavimenti, o in una sorta di anello che avvolge il corpo a mo’ di hula hoop – mai visto nel film della Marvel? Poi ancora social network a cui accedere muovendo l’indice o toccando un braccialetto ed anche persone che appaiono per fare yoga insieme a noi e medici che mostrano in 3D un intervento al paziente.
C’è anche un mondo parallelo che trasforma la realtà in un videogame e allora si prende il tosaerba per sconfiggere i roditori, si monta in cyclette per partecipare al Tour de France, e al supermercato la mamma legge in aria le recensioni dei vini in vendita mentre il bimbo è immerso in una caccia al tesoro tra gli scaffali da cui spuntano mostri e indizi.

Tutto ciò che viene offerto è, quindi, la possibilità di vivere la realtà, arricchendola attraverso la sovrapposizione dell’immaginazione per facilitare il lavoro o per intrattenere. Il business che si può costruire intorno a questa possibilità va dalle dalle applicazioni per la produttività a nuove forme di pubblicità nei negozi.