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Una guida per Budapest

Dai luoghi d'interesse al gulasch, passando per i bagni termali: una guida completa per un week end a Budapest, capitale dell'Ungheria

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Budapest, il Parlamento illuminato

Ci sono mille modi per festeggiare un compleanno, ma gira voce che uno dei migliori – giusto per non cadere negli assolutismi – sia quello di mettersi uno zaino in spalla e partire.
E così, per non fidarsi ciecamente delle voci, ma armati al contrario della passione per la sperimentazione empirica, lo scorso weekend siamo finiti a Budapest.
Chi? Io, in qualità di “invitata alla festa”, e Andrea, che era invece proprio il fortunato festeggiato.

Budɒpɛʃt, questa la giusta pronuncia, né Bùdapest né Budapèst, è la capitale dell’Ungheria e, secondo Claudio Magris “la più bella città del Danubio; una sapiente auto-messinscena, come Vienna, ma con una robusta sostanza e una vitalità sconosciute alla rivale austriaca. Budapest dà la sensazione fisica della capitale, con una signorilità e un’imponenza da città protagonista della storia”.

È solo un’opinione, è vero, ma dopo aver visitato la città, questa breve descrizione diventa una fotografia della realtà talmente precisa ed esaustiva che potrei fermarmi qua. Non lo faccio, però, perché oltre alle impressioni all’ipotetico visitatore futuro di Budapest, così come di qualsiasi altra città, servono anche delle dritte e dei suggerimenti per orientarsi in un universo nuovo senza lasciarsi sfuggire nulla o quasi.

Con il suo milione e settecentomila di cittadini residenti, Budapest è la maggiore città ungherese per numero di abitanti. Storicamente, l’attuale capitale dell’Ungheria era divisa in tre città: Buda, Óbuda e Pest, che solo nel 1867 vennero effettivamente unificate in un’unica amministrazione, grazie al “compromesso” austro-ungarico. Tutt’oggi, però, la città, sebbene una sola, mantiene le denominazioni di Buda e di Pest che identificano le due aree divise dallo scorrere del Danubio nel bel mezzo dell’Europa.

È difficile mettere le due porzioni della città a confronto. Come le due facce di una stessa medaglia, sia Buda che Pest hanno tanto da offrire ai propri visitatori che, infatti, generalmente non si soffermano soltanto su un lato del fiume, tralasciando l’altro… e non vorrete essere certo voi i primi a farlo. Tuttavia, si può affermare che se Pest è l’anima del commercio della città, Buda, con le sue colline, è una zona più ricca e residenziale, oltre che perfetta per lunghe passeggiate con una vista mozzafiato. Per il resto, l’una all’altra non ha che da invidiare la vista e ciò vale alla reciproca.

Partiamo, quindi, attraverso un tour nero su bianco, dai luoghi d’interesse a Budapest, per poi passare ai non luoghi d’interesse legati alle famose tradizioni culinarie della capitale ungherese e all’attività più gettonata per il tempo libero di turisti e indigeni ovvero le terme.

Come già accennato, le due anime della città sono divise dal fiume Danubio sul quale, nei decenni, sono stati costruiti numerosi ponti che ne permettono l’attraversamento su strada sia alle automobili e agli altri mezzi di trasporto sia ai pedoni. Al di là della loro funzione e, per fortuna, al di là della loro funzionalità, c’è un ponte che più degli altri “si è fatto il nome”. Si tratta del “Ponte delle Catene”, il più vecchio e senza dubbio il più noto di Budapest.

Il Ponte delle Catene, che quindi dovrete assolutamente percorrere, se ancora non l’aveste capito, è un ponte sospeso decorato all’entrata da statue di leoni, che rappresentano il re degli animali senza lingua. Sul ponte, il traffico scorre sotto i due archi/piloni di impianto neoclassico, mentre i marciapiedi, presso i due piloni, passano dalla parte esterna degli archi appoggiandosi su mensole. La bellezza di questo ponte è duplice: mentre lo si attraversa, infatti, non solo si è proprio sopra il fiume Danubio, ma si ha anche la possibilità di iniziare ad ammirare la città nel suo insieme con i suoi maestosi palazzi colorati, il cielo ampio – nel nostro caso azzurro con l’interruzione di candide pennellate di nuvole e uccelli neri vagabondi – e la vegetazione a suggellare il quadro. Il motivo numero due, invece, ma non necessariamente in ordine, è sempre la vista che si riesce ad avere prima di imboccare il ponte o subito dopo averlo attraversato specialmente – e questa è la vera chicca – quando è sera e il cielo si rabbuia, ma appare la luna e le luci tonde sulle catene che definiscono i contorni del ponte e creano un’atmosfera magica.

A questo punto, è doveroso aprire una parentesi che riguarda proprio la sera. Budapest è bella sempre, a ogni ora, con ogni condizione atmosferica e con ogni condizione di luce, ma se siete almeno un pizzico romantici nel vostro antro più profondo, non potete non aspettare che si faccia sera sul Danubio. Non importa se e quanto freddo faccia, l’importante è emozionarsi di fronte alle luci dei palazzi che riscaldano l’atmosfera, riflettendosi sul fiume.

Per le strade di Pest, dovete perdervi – si fa per dire – tra i vicoli del quartiere ebraico: strade strette e sinagoghe, ma anche locali per tutti i gusti e colori. Sacro e profano, quindi, che si fondo in un unico quartiere e rimangono legati da un valore comune che è la passione o forse la fede, si potrebbe meglio dire, volendo slegare il concetto dalle immagini di altari e cleri. La fede si percepisce nei murales che colorano il quartiere dandogli personalità e dalla cura per i dettagli che anima tutti i locali a prima vista trasandati, perché nascono in strutture antiche che sono state semplicemente reinventate e non anche ristrutturate.

Camminando ancora per Pest, dovrete imbattervi in “Palazzo Gresham” che, costruito nel 1906, è uno dei più ben riusciti esempi di Art Nouveau della città. Il palazzo, che si affaccia sul Danubio, oggi non è che un lussuoso albergo della catena Four Seasons. La facciata presenta forme curvilinee ed è ornata da finestre di vetro lavorate con mosaici, intarsi, decorazioni di ceramica ispirate alla natura e sculture.

Altro giro, altra corsa, c’è poi il palazzo dell’Accademia delle Scienze. Anche questo sorge lungo le rive del Danubio ed è non soltanto un esempio dell’architettura cittadina di Budapest, ma anche uno dei maggiori centri culturali locali. E a proposito di architettura, pare che a Budapest bisogna stare molto attenti agli inganni tesi dai palazzi. Alcuni di loro, infatti, sembrano essere molto più datati di quello che sono in realtà.

Fin qui vi basterà vedere questi posti passandoci davanti, ma adesso arriviamo al Parlamento. In questo caso, solo se avete tempi davvero molto stretti, accontentatevi di una visione d’insieme esterna. Se, invece, come vi auguro, vi fermate nella capitale ungherese almeno per un paio di giorni, vale la pena anche lasciarsi guidare in una visita interna al palazzo. Oro e colori la fanno da padrona, stanze alte e banchi dei parlamentari in cui fantasticare. Un suggerimento per questa visita è di dare un’occhiata agli orari dei tour. All’interno del Parlamento, infatti, si accede solo accompagnati dalle guide che rivelano informazioni storiche e curiosità sulla vita parlamentare in varie lingue. Accertatevi, quindi, dell’ora in cui c’è il tour a voi più congeniale.

Di nuovo una visita all’interno, ma questa volta libera alla Basilica di Santo Stefano. Divenuta basilica grazie al tempismo degli ungheresi che hanno sfruttato una scelta lessicale sbagliata da parte del Papa, la chiesa è stata costruita nella seconda metà del XIX secolo, con lo stile neo rinascimentale allora in voga e raggiunge la stessa altezza del Parlamento. Il meglio, però, lo si trova all’interno, dove si possono ammirare marmi, mosaici e pregevoli opere d’arte dei principali artisti ungheresi dell’epoca.

Passeggiando poi lungo la riva del Danubio, ancora dal lato di Pest, ci si imbatte in un altro luogo suggestivo e dal forte significato storico: la cosiddetta “passeggiata delle scarpe”. Si tratta di un monumento costituito da una serie di coppie di scarpe in bronzo per ricordare tutti gli ebrei a cui fu ordinato di togliersi le scarpe per poi essere uccisi gettati nelle acque del fiume. Suggestivo e commovente.

Allora, lo attraversiamo questo ponte? Hoplà, eccoci a Buda, dove c’è da camminare e c’è da farlo spesso in salita. Questa parte della città, infatti, come precedentemente accennato, è la parte delle colline. Sul lato sud della collina, sorge il palazzo reale di Budapest anche conosciuto come castello reale o castello di Buda. Il palazzo, che è stato inserito tra i beni patrimonio dell’umanità nel 1987 dall’UNESCO, era l’antica residenza reale costruita in un edifico medioevale. Il palazzo può essere raggiunto sia a piedi, percorrendo la scalinata reale e godendo nel tragitto di alcuni scorci davvero molto belli, oppure i turisti meno sportivi possono anche accedere al castello grazie al Siklò, una funicolare costruita nel 1870 e situata appena attraversato il ponte delle catene.

Una volta raggiunto il palazzo reale, sarà un’esperienza percorrere in lungo e in largo i suoi vicoletti popolati e ornati da negozi, ristoranti, ma anche ancora altri luoghi d’interesse di cui gli abitanti di Budapest vanno molto orgogliosi. La chiesa di Mattia, per esempio, costruita nel XIII secolo in stile gotico e in seguito ristrutturata per diverse volte. Assolutamente da non perdere le sue cupolette decorate con motivi floreali così come anche le tre navate e la torre, le decorazioni delle cappelle e gli intagli dei portoni. Una chiesa dalle decorazioni decisamente fuori dagli schemi.

Facendovi ancora più forza, invece, riuscirete a scalare l’altra collina di Buda ed entrerete, quindi, in quella zona che è chiamata la citadella. Il tempo per percorrere la salita è di circa un quarto d’ora e, ironia a parte, non è poi così pesante. L’unico inconveniente, ma questo dipende dai periodi, può essere un fastidioso strato di ghiaccio che rende la strada decisamente scivolosa. Basta prestare un po’ più di attenzione e procedere con cautela. Chiaramente non mi sono affacciata dalla citadella a tutte le ore del giorno, ma a naso o meglio a vista direi che il momento della giornata ideale per trovarsi lassù è l’ora del tramonto. Inoltre, sulla citadella è conservata una statua dalla storia un po’ ridicola. Ereditata da antiche dominazioni, la statua doveva essere distrutta. Dal momento, però, che abbatterla avrebbe comportato dei costi troppo alti, i governanti si sono esibiti in una delle migliori performance da bugiardi politici. La statua, infatti, è stata coperta da un enorme telo di plastica per un periodo di tempo neanche troppo lungo, trascorso il quale la statua è stata inaugurata come nuova.

Dopo tanto camminare, vi sarà venuta fame. Ebbene a Budapest, non importa da quale lato della città vi troviate, non potete fare assolutamente a meno di mangiare un’abbondante tazza di gulasch e questa volta non si fa per dire. Anche i palati più delicati, infatti, ma io direi anche lamentosi e poco adattabili, non avranno problemi a mandare giù tutte le cucchiaiate disponibili. Sebbene non è un piatto tipico della nostra tradizione culinaria, infatti, il gulasch non è neanche poi così “strano”, fatta eccezione per il carico di spezie con cui è ben condito. Una zuppa, insomma, in cui si imbattono pezzetti di patate, pezzetti di carote e pezzetti di carne. Forse dopo un paio di volte che l’avrete mangiato, potreste non averne più voglia. Io, vi assicuro, sono alle prese con la riproduzione in casa mia di questo piatto.

E a proposito di cibo, vi suggerisco, se come me non amate i souvenir più classici e inutili, comprate scorte di paprika. La vendono in mille confezioni diverse, tutte carine e soprattutto il contenuto è facilmente utilizzabile e magari vi aiuterà quando cercherete di raccontare ai vostri amici del viaggio a Budapest. Ah, già che siete tra amici, magari potreste anche offrire un sorso di Pálinka, la bevanda alcolica tradizionale dell’Ungheria. Molto forte.

Abbiamo camminato, abbiamo riacquisito le energie a tavola, quindi è tempo di rilassarsi. Per dei prezzi che in Italia manco le pozzanghere d’acqua piovana, a Budapest potrete trascorre intere giornate alle terme. Immense piscine all’aperto, riscaldate grazie al fatto che l’Ungheria è una di quelle nazioni che può sfruttare il fenomeno tutto tipico della nostra terra delle placche tettoniche. Le principali terme a Budapest sono chiamate Szechenyi Baths and Pool e sono costituite da un enorme piscina esterna dove se, per esempio, dovesse venire giù la neve, sarebbe una situazione veramente affascinante fatta di corpi fluttuanti in acqua calda e soffice neve sulla testa e poi ci sono varie piscine interne e saune con diverse temperature.

Il nostro tour è finito: vi ho dato le informazioni principali su un bel viaggio a Budapest. Se magari ho suscitato un minimo di curiosità, non esitate a chiedermi suggerimenti nel particolare, prima di rivolgervi a questo o quell’altro motore di ricerca e app varie.