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Al Museo del Bijou di Casalmaggiore in mostra i bijoux di Carlo Zini

Al Museo del Bijou di Casalmaggiore la mostra dedicata a Carlo Zini, marchio storico tra i più importanti della bigiotteria italiana e internazionale dagli anni Settanta del Novecento

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carlo zini, collana e spilla, anni 80, foto francesco di bona
carlo zini, collana e spilla, anni 80, foto francesco di bona

Conto alla rovescia per la terza edizione di Grandi Bigiottieri Italiani, la rassegna di mostre ideata e curata dalla storica e critica del gioiello Bianca Cappello, in collaborazione con il Museo del Bijou di Casalmaggiore. Unico in Italia, il Museo del Bijou, fondato nel 1986 a Casalmaggiore, storico e importante distretto di bigiotteria sorto nel XIX secolo, ospita oltre 20 mila pezzi di bigiotteria, dalla fine dell’Ottocento alle soglie del nuovo Millennio.

E’ in questa meravigliosa location che sarà presentata a fine marzo la mostra monografica dedicata a Carlo Zini, marchio storico tra i più significativi nel panorama della bigiotteria italiana e internazionale dagli anni Settanta del Novecento.

carlo zini, 2008, foto francesco di bona
Carlo Zini, 2008, foto francesco di bona

​Zini, divertendosi a creare bijoux fin da bambino, ha creato un marchio amato e seguito dalle donne più belle e importanti del jet-set internazionale. I suoi bijoux sono stati pubblicati, dall’ultimo ventennio del Novecento ad oggi, nelle principali testate di moda mostrando una sempre nuova capacità espressiva, una grande abilità tecnica e una creatività tipiche del Made in Italy di alta qualità. “Sono un uomo che ha avuto la fortuna di fare quello che sognava di fare.”, ha dichiarato.

Carlo Zini

Designer e artigiano produttore di bigiotteria, nasce nel 1950 a Milano in una casa di ringhiera. A tredici anni impara i rudimenti del bigiottiere nel laboratorio del padre e a sedici anni entra come modellista da Diana Monili, storica azienda milanese, dove Carlo inizia un fondamentale periodo di sviluppo e formazione anche grazie all’incontro con Cathy Berberian, cantante e moglie del compositore Luciano Berio. Cathy intuisce le potenzialità di Carlo e lo incoraggia mettendogli a disposizione libri di arte e di oreficeria, dandogli la possibilità di studiare la sua collezione di gioielli di scena e commissionandogli alcuni lavori importanti.

carlo zini, collier 1989
Carlo Zini, collier 1989

Anche quando è costretto ad abbandonare questo lavoro per alcuni anni a causa delle vicissitudini della vita, Zini non  abbandona il suo sogno di “creare bellezza” e continua a studiare, ricercare e montare in nuova forma i vecchi bijoux rotti trovati nei mercatini del vintage e dell’antiquariato.

“ In tanti anni di lavoro c’è stata tanta ricerca sui pezzi di bigiotteria ben realizzati ma rovinati dall’usura del tempo o senza pietre o mancanti di qualche elemento. Quando li ho raccolti l’ho fatto per diverse ragioni, recuperare idee di altri che non firmando i propri pezzi sarebbero stati dimenticati anche nell’an​onimato, altra ragione è che aggiustando questi bijoux, smontandoli e riproponendoli con assemblaggi differenti, il prodotto sarebbe stato più completo.”

carlo zini, collana pantera, 2014, foto francesco di bona
Carlo Zini, collana pantera, 2014, foto francesco di bona

Finalmente nel 1976 Zini apre un laboratorio in proprio in Ripa di Porta Ticinese il cui successo lo porta a creare il marchio Carlo Zini e ad ampliarsi e strutturarsi sempre di più. Il successo e l’apprezzamento internazionale, spingono Zini ad estendere la produzione anche ad altri accessori. Alla metà degli anni ’80 la sua passione per i pezzi vintage si trasforma in collezionismo di gioielli e bijoux, ricerca che ben presto condivide con Marco Fei, che dal 1981 diviene l’insostituibile collaboratore e compagno di Carlo. Negli stessi anni Zini inizia varie collaborazioni con il mondo della Moda tra cui Enrico Coveri, Curiel e Moschino.

Macchè stilista, guardate le mie mani, sono mani di un semplice artigiano!”

Tutti i più brillanti nomi del jet set internazionale amano i bijoux di Carlo Zini. Daniela Javarone, presidente degli Amici della Lirica di Milano, nel 2004 in occasione della prima alla Scala di Milano, sceglie di sfoggiare una pochette di Zini con la facciata del medesimo teatro in cristalli e anche Micheal Jackson, alla fine degli anni ’90, acquista a New York una sua borsa a forma di stella e tempestata di strass colorati. Nel 1987 Carol Alt indossa i bijoux Zini nelle riprese del film I miei primi quarant’anni; nel 2012 la costumista Lea Bevilacqua sceglie i bijoux di Carlo Zini per le mise di Arisa nel programma X-Factor. Nella moda è apprezzato dalle bellissime Anna dello Russo, redattore capo di Vogue Giappone e Naomi Campbel; nel mondo della politica, il senatore italiano Ombretta Fumagalli Garulli e l’ex primo ministro inglese Margaret Thatcher. Tra i personaggi dello Spettacolo si possono annoverare da Liza Minnelli a Tina Turner, che si è fatta appositamente realizzare da lui un collier con quasi un chilo di pietre di ambra di sua proprietà; da Raquel Welch ad Amanda Lear a Cher che a Montecarlo non si è fatta sfuggire un’imponente collaretta in cristalli neri di Boemia a Liz Taylor che acquista i suoi bijoux da Rodeo Drive a Beverly Hills.  In Italia le sue affezionate clienti sono Milva e Mina che, nelle raccolte “Mina Studio Collection” del 1998 e “Finalmente ho conosciuto il conte Dracula…” del 2000, ha scelto per la copertina degli scatti in cui indossa i suoi iconici bijoux in strass e perle di fiume.

carlo zini, collane e spilla, anni 80, foto francesco di bona
Carlo Zini, collane e spilla, anni 80, foto francesco di bona

Nel 2015 Carlo Zini decide di ritirarsi, chiude la ditta che viene rilevata da Marco Fei e prende il nome di Phoenix Collection distribuendo in esclusiva il marchio Carlo Zini con un nuovo show room in via Cadore 31 a Milano.

Bianca Cappello: “ Zini è uno scultore di luce, i suoi materiali elettivi sono i metalli tra cui predilige il rodio, inalterabile e anallergico, le resine che imitano le pietre dure come il turchese, l’onice, la giada imperiale ed il corallo, ma i veri protagonisti per i suoi gioielli fantasia sono i cristalli e gli strass che usa per realizzare bijoux iperbolici per donne forti, ironiche e sicure del proprio fascino.

Informazioni generali sulla mostra
Grandi Bigiottieri Italiani

Indirizzo:
v
ia Porzio 9, Casalmaggiore (CR) – centro storico, a pochi passi dalla centrale Piazza Garibaldi

Orario:
da lunedì a sabato: 10.00 – 12.00 / 15.00 – 18.00
domenica e festivi: 15.00- 19.00

Ingresso: intero € 3,00; ridotto € 2,50;

Informazioni e prenotazioni:
telefono 0375 284423 (Ufficio Cultura del Comune)
fax 0375 200251
www.museodelbijou.it
e-mail info@museodelbijou.it

Distanze:
25 km da Parma, 40 km da Cremona e Mantova, 140 km da Milano

Come raggiungere il Museo del Bijou di Casalmaggiore

  • in auto da Parma / Mantova / Viadana: oltrepassare il primo semaforo e quindi svoltare a sinistra; al semaforo successivo svoltare a destra in via Porzio
  • in auto da Cremona/Brescia: oltrepassare il secondo semaforo e quindi svoltare a destra; al semaforo successivo svoltare a destra in via Porzio
  • in treno: linea ferroviaria Parma – Brescia (stazione a 1 km dal Museo)

 

Grandi Bigiottieri Italiani – Carlo Zini
Museo del Bijou di Casalmaggiore

25 marzo – 4 giugno

Inaugurazione sabato 25 marzo ore 16.00