Home Arte All’Accademia di Belle Arti di Napoli “Dialogo su Domenico Spinosa”

All’Accademia di Belle Arti di Napoli “Dialogo su Domenico Spinosa”

In occasione dell’evento sarà presentato il catalogo “Le carte di Domenico Spinosa. Tempere, disegni e stampe”

1150
CONDIVIDI
Nudo1957
Nudo1957

Si terrà giovedì 23 febbraio 2017 alle ore 12.00 nella Galleria dell’Accademia l’incontro dal titolo “Dialogo su Domenico Spinosa” con Mariantonietta Picone Perusa e Angela Tecce.
L’evento è realizzato in occasione della mostra Le carte del maestro: tempere, disegni e stampe, a cura di Federica De Rosa e Olga Scotto di Vettimo, che l’Accademia ha dedicato a Domenico Spinosa in occasione del centenario della sua nascita (Napoli, 1916 – 2007).

San Domenio Obelisco Gesùnuovo Santachiara 1980
San Domenio Obelisco Gesùnuovo Santachiara 1980

La mostra, che sarà visitabile fino a venerdì 24 febbraio, attraverso tempere e disegni, datati tra gli anni ’50 e gli anni ’80 del Novecento approfondisce alcuni aspetti della produzione di Spinosa e, diversamente dalla ampia retrospettiva curata da Valentina Lanzilli e Aurora Spinosa a Villa Pignatelli (Domenico Spinosa. 100 anni dopo, 7 dicembre 2016 – 30 gennaio 2017), intende individuare, quei lavori più pertinenti alle finalità istituzionali del luogo in cui saranno esposti.
Infatti, la selezione delle 25 opere è avvenuta tenendo conto del valore che esse hanno assunto nel percorso formativo degli allievi diretti del Maestro (che ha insegnato Pittura in Accademia dal 1973 al 1986), ma anche della necessità di offrire alle nuove generazioni di studenti dell’Accademia napoletana un’occasione di approfondimento didattico e culturale. Infatti, allestite non distanti da Il manichino del 1956 (tavola esposta per la prima volta alla XXVIII Biennale di Venezia ed entrata nel 2005 nella collezione dell’Accademia), le opere su carta, provenienti da collezioni private e dagli eredi di Spinosa, attestano una particolare e poco nota cura per il disegno e, al tempo stesso, una esuberante matericità che dà corpo al colore anche nei piccoli formati. I muri di Napoli, di cui sono esposte le tempere, assieme a una cartella di tre serigrafie del 1980 presentata da Michele Prisco, costituiscono un momento nodale del percorso espositivo perché consentono di fare emergere il rapporto tra l’opera – che in Spinosa è sempre luce, colore, materia, vibrazione – e il suo più immediato riferimento al dato reale. I muri scrostati dei vicoli e dei palazzi napoletani, che raccolgono storie ed emozioni e che assorbono le caratteristiche atmosferiche e sensoriali della sua amatissima città, trovano una naturale e piena assonanza nella sua pittura fatta di grumi e crepe, di lisce campiture e drammatiche sfaldature.

Il catalogo della mostra, edito da arte’m in continuità con il taglio curatoriale della mostra, contiene contributi che raccontano Domenico Spinosa Maestro dell’Accademia, valorizzando l’aspetto formativo, oltre che artistico, di una ricerca sempre votata alla pittura, di cui Spinosa ha forzato le possibilità espressive, mosso dalla tensione ideale di operare uno sconfinamento dell’arte nella vita, aspirando a conseguire, infine, una piena coincidenza tra esse.